p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 3 Aprile 2022

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p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.

โ€œNon ricordate piรน le cose passate, non pensate piรน alle cose antiche! Ecco, faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia e non ve ne accorgete?โ€

Il messaggio del profeta suggerisce di guardare ad unโ€™opera di Dio come germoglio che apre a vita nuova in un tempo di violenza e desolazione. Nel tempo dellโ€™esilio il profeta indica una novitร  di piccoli germogli, come nel deserto questi segnano la gioia della vita che contrasta e vince lโ€™ariditร  che sta attorno.

Il profeta annuncia una realtร  nuova che porta a lasciarsi alle spalle la tragica esperienza dellโ€™esilio. Invita a non lasciarsi imprigionare da cose passate, il ricordo della sofferenza, la distruzione di Gerusalemme, la devastazione del tempio, la deportazione verso i campi di Babilonia. Eโ€™ annuncio di un nuovo esodo, cammino che rinnova lโ€™esperienza di incontro con Dio vivente e liberatore, il passaggio da unโ€™esperienza di morte e oppressione ad una vita e speranza nuove.

La pagina del vangelo, considerata da molti come non appartenente al IV vangelo ma inserita come parte aggiunta, testimonia un aspetto dellโ€™agire di Gesรน e del suo sguardo verso chi รจ tenuto ai margini e condannato.

La vicenda รจ quella di una donna portata in mezzo perchรฉ sorpresa in adulterio. Eโ€™ portata lei sola, donna, e posta nella condizione di chi non ha alcuna difesa e sottoposto alla condanna. La sua identitร  รจ anonima, calpestata dal giudizio implacabile di maschi ipocriti: uomini che intendono di lapidarla ergendosi a detentori della moralitร  e giudici della vita altrui. Gli accusatori si rivolgono a Gesรน con lโ€™intendimento di presentargli un tranello e trovare motivo di accusa anche nei suoi confronti: lo interrogano infatti sulla questione se questa donna deve essere messa morte. Se egli prendeva posizione sulla liceitร  o meno della lapidazione si sarebbe posto in contrasto con un sistema giuridico, quello ebraico da un lato โ€“ perchรฉ essi leggevano nella legge di Mosรฉ la prescrizione di lapidare โ€“ o con quello romano, perchรฉ solamente ai romani spettava il diritto di condanna a morte.

Gesรน non accetta questa provocazione e sceglie il silenzio. Eโ€™ tuttavia un silenzio pesante e che reca con sรจ una provocazione. Eโ€™ una reazione alla violenza non nei termini della violenza, ma nella nonviolenza attiva. Inizia scrivere con il dito per terra: รจ un atteggiamento enigmatico che cela forse un riferimento alla voce dei profeti: โ€˜Sulla terra verrร  scritto chi ti abbandona, perchรฉ hai abbandonato il Signore sorgente di acqua vivaโ€™ (Ger 17,13). Cโ€™รจ un adulterio profondo molto piรน grave di ogni mancanza di fedeltร  umana, ed รจ abbandonare il Signore, scegliere le vie del potere religioso, del dominio e della violenza sugli altri al posto della fedeltร  al Dio che vuole la liberazione dei suoi figli. Di fronte allโ€™insistenza di chi voleva una sua presa di posizione Gesรน non risponde alla loro questione ma ha parole che svelano lโ€™ipocrisia: โ€˜Chi di voi รจ senza peccato scagli per primo la pietra contro di leiโ€™. Queste parole racchiudono una critica radicale nei confronti di chi si atteggia a giudice implacabile degli altri. โ€œchinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciรฒ, se ne andarono uno per uno, cominciando dai piรน anzianiโ€.

Il lento, silenzioso e progressivo andarsene di tutti i presenti, a cominciare dai piรน anziani, รจ momento sorprendente del racconto: questi uomini tronfi del loro potere sono smascherati nel loro preteso rigore che nasconde il grande peccato di tradire la fede dโ€™Israele. Il distaccarsi โ€˜uno per uno, cominciando dai piรน anziani fino agli ultimiโ€™, รจ una presa di congedo che lascia spazio solo al silenzio, in contrasto con lโ€™agitarsi delle accuse e la violenza delle parola di accusa. La forza del silenzio di Gesรน manifesta la sua opposizione nonviolenta alla violenza in atto, che addossava su quella donna una colpa per affermare un potere religioso e maschile.

โ€˜Rimase solo Gesรน con la donna lร  nel mezzoโ€™: nel mezzo รจ indicazione non tanto della centralitร  di uno spazio, ma simbolo di un essere di Gesรน nel mezzo della sua vita, nel profondo del suo cuore. La sua parola non condanna, รจ altra rispetto a tutto ciรฒ che rinchiude la vita e la schiaccia. Fa rinascere ed apre una novitร : ยซDonna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?ยป. Ed ella rispose: ยซNessuno, Signoreยป. E Gesรน disse: ยซNeanchโ€™io ti condanno; vaโ€™ e dโ€™ora in poi non peccare piรนยป.

Dopo che tutti se ne furono andati Gesรน rivolge alla donna un unico invito che รจ rivolto al futuro. Se cโ€™รจ peccato รจ qualcosa che appartiene al passato: โ€˜dโ€™ora in poi non peccare piรน!โ€™. Queste parole recano con lor il, messaggio che il peccato รจ condizione che tutti coinvolge. Per questo รจ relativizzato di fronte alla possibilitร  di un superamento ed alla novitร  offerta da Dio liberatore. Se da un lato cโ€™รจ il peccato quale esperienza che segna il cammino umano รจ piรน forte il dono di speranza e di apertura ad un futuro nuovo che viene dallo sguardo di Dio. Gesรน rende possibile questo nel suo stare lรฌ davanti alla donna, nellโ€™offrirle la sua presenza e il suo sguardo di bene: le apre possibilitร  di un futuro che รจ giร  cominciato.