Il coraggio della relazione con Dio
Il coraggio della testimonianza; il coraggio di essere chi siamo; il coraggio di lasciarci amare cosรฌ come siamo: dove trovarlo?
Solamente nella relazione, nellโincontro con Gesรน scopro chi sono veramente!
Cosรฌ parlava il Vaticano II nella Gaudium Et Spes:
22. Cristo, l’uomo nuovo.
In realtร solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo.
Adamo, infatti, il primo uomo, era figura di quello futuro (28) (Rm5,14) e cioรจ di Cristo Signore.
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Cristo, che รจ il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione.
Nessuna meraviglia, quindi, che tutte le veritร su esposte in lui trovino la loro sorgente e tocchino il loro vertice. Egli รจ ยซ l’immagine dell’invisibile Iddio ยป (Col1,15) (29) รจ l’uomo perfetto che ha restituito ai figli di Adamo la somiglianza con Dio, resa deforme giร subito agli inizi a causa del peccato.
Poichรฉ in lui la natura umana รจ stata assunta, senza per questo venire annientata (30) per ciรฒ stesso essa รจ stata anche in noi innalzata a una dignitร sublime.
Con l’incarnazione il Figlio di Dio si รจ unito in certo modo ad ogni uomo.
Ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontร d’uomo (31) ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria vergine, egli si รจ fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorchรฉ il peccato (32). Agnello innocente, col suo sangue sparso liberamente ci ha meritato la vita; in lui Dio ci ha riconciliati con se stesso e tra noi (33) e ci ha strappati dalla schiavitรน del diavolo e del peccato; cosรฌ che ognuno di noi puรฒ dire con l’Apostolo: il Figlio di Dio ยซ mi ha amato e ha sacrificato se stesso per meยป (Gal2,20). Soffrendo per noi non ci ha dato semplicemente l’esempio perchรฉ seguiamo le sue orme (34) ma ci ha anche aperta la strada: se la seguiamo, la vita e la morte vengono santificate e acquistano nuovo significato.
Il cristiano poi, reso conforme all’immagine del Figlio che รจ il primogenito tra molti fratelli riceve ยซle primizie dello Spiritoยป (Rm8,23) (35) per cui diventa capace di adempiere la legge nuova dell’amore (36).
In virtรน di questo Spirito, che รจ il ยซpegno della ereditร ยป (Ef 1,14), tutto l’uomo viene interiormente rinnovato, nell’attesa della ยซ redenzione del corpo ยป (Rm 8,23): ยซ Se in voi dimora lo Spirito di colui che risuscitรฒ Gesรน da morte, egli che ha risuscitato Gesรน Cristo da morte darร vita anche ai vostri corpi mortali, mediante il suo Spirito che abita in voiยป (Rm8,11) (37).
Il cristiano certamente รจ assillato dalla necessitร e dal dovere di combattere contro il male attraverso molte tribolazioni, e di subire la morte; ma, associato al mistero pasquale, diventando conforme al Cristo nella morte, cosรฌ anche andrร incontro alla risurrezione fortificato dalla speranza (38).
E ciรฒ vale non solamente per i cristiani, ma anche per tutti gli uomini di buona volontร , nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia (39). Cristo, infatti, รจ morto per tutti (40) e la vocazione ultima dell’uomo รจ effettivamente una sola, quella divina; perciรฒ dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilitร di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale.
Tale e cosรฌ grande รจ il mistero dell’uomo, questo mistero che la Rivelazione cristiana fa brillare agli occhi dei credenti. Per Cristo e in Cristo riceve luce quell’enigma del dolore e della morte, che al di fuori del suo Vangelo ci opprime. Con la sua morte egli ha distrutto la morte, con la sua risurrezione ci ha fatto dono della vita (41), perchรฉ anche noi, diventando figli col Figlio, possiamo pregare esclamando nello Spirito: Abba, Padre! (42).
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AUTORE: don Pietro Giassi
FONTE: YouTube



