Luciano Manicardi – Commento al Vangelo di domenica 3 Ottobre 2021

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Lโ€™amore secondo lโ€™intenzione di Dio

Lโ€™odierno brano evangelico รจ costituito da un primo episodio in cui a Gesรน si avvicinano dei farisei e lo interrogano (Mc 10,2-12) e da un secondo in cui a Gesรน vengono portati dei bambini per ricevere da lui la benedizione (Mc 10,13-16). Il tutto avviene mentre Gesรน, in cammino verso Gerusalemme, continua a insegnare (Mc 10,1). Ma ecco che gli si avvicinano dei farisei al fine, dice il narratore onnisciente, di โ€œmetterlo alla provaโ€ (Mc 10,2). Lo interrogano, ma non sono interessati a imparare, bensรฌ a tendere un tranello. E lo interrogano su una questione halakika, cioรจ inerente lโ€™etica. Si tratta di una questione di liceitร  o meno del ripudio.

Gesรน non sottostร  alla domanda, ma controinterroga i suoi interroganti. Questo metodo dice che lโ€™interesse di Gesรน non รจ tanto la questione di halakah, ma la veritร  delle persone che incontra. Emerge il differente approccio dei farisei e di Gesรน al delicato problema del matrimonio, dellโ€™amore dellโ€™uomo e della donna che diviene storia. I farisei interrogano Gesรน su una questione di liceitร : โ€œรˆ lecito?โ€ (Mc 10,2). La mentalitร  scrupolosa rischia di ridurre la relazione dellโ€™uomo con Dio e con gli altri a una questione di liceitร  o meno. Se le leggi sante, se le leggi della chiesa lo consentono, allora โ€œsono a posto con Dioโ€ e con la coscienza. Gesรน pone invece il problema sul piano della relazione con Dio e con lโ€™altra persona.

Diverso tra Gesรน e i farisei รจ anche il modo di leggere le Scritture per trovarvi luce per la questione sollevata. Gesรน chiede che cosa abbia loro comandato Mosรจ. Ed essi rispondono che Mosรจ ha permesso di scrivere un libello di divorzio e di ripudiare la moglie. Ma Mosรจ, nel Deuteronomio, si riferisce al ripudio come a un fatto, non come a un diritto, e la lettera di ripudio รจ un documento che difende i diritti della donna ripudiata consentendole di risposarsi e di non essere costretta alla prostituzione o allโ€™accattonaggio per vivere. Era una sorta di misura di protezione della donna ripudiata. Certo, in un contesto patriarcale, tale precedente mosaico poteva fondare una prassi ingiusta e oppressiva. La menzione del libretto di ripudio in Deuteronomio diviene per i farisei fondamento di un diritto: unico problema sarร  quello di discutere su quali siano i motivi per cui un marito puรฒ ripudiare sua moglie: โ€œรˆ lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per un qualsiasi motivo?โ€ (Mt 19,3). Gesรน invece si oppone alla strumentalizzazione della disposizione mosaica, svelandone il carattere provvisorio, di concessione, e si pone in ascolto della volontร  del Dio creatore riprendendo Gen 1,27 (in Mc 10,6) e Gen 2,24 (in Mc 10,7-8).

Lโ€™atteggiamento di Gesรน si oppone al letteralismo e suppone unโ€™ermeneutica del testo biblico. Ermeneutica che cerca di cogliere lโ€™intenzione di Dio nel documento scritto: questo consente di valutare ciรฒ che รจ fondamentale e ciรฒ che รจ secondario. Gesรน risale alla volontร  del legislatore, ma prende sul serio anche la coscienza dellโ€™uomo ed eleva il discorso al piano della relazione e della responsabilitร  personali. Se i farisei fanno proprio il punto di vista dellโ€™uomo che vuole ripudiare la moglie, Gesรน risale allโ€™origine dellโ€™unione dellโ€™uomo e della donna, al momento in cui i due si uniscono decidendo di fare una storia insieme (cf. Mc 10,7-8). Ciรฒ che รจ essenziale allora รจ imparare lโ€™amore come fatica, come lavoro, come storia. รˆ importante passare dallโ€™innamoramento al vivere insieme con unโ€™altra persona. Lโ€™amore che ha scelto i due deve divenire lโ€™amore che i due scelgono facendo divenire storia il loro incontro: allora lโ€™amore diventerร  pazienza, ascolto, perdono, attesa dei tempi dellโ€™altro, sacrificio, attenzione, sopportazione, riconciliazioneโ€ฆ

Diventerร  un amore piรน intelligente e fedele. Fedele perchรฉ intelligente. La fedeltร  รจ infatti costitutiva del matrimonio cristiano che si fonda sulla fedeltร  del Dio dellโ€™alleanza e narra tale fedeltร . Ma questa unione fedele รจ permessa da un distacco. Lโ€™unione dellโ€™uomo e della donna comporta il lasciare padre e madre. Non si pone sufficientemente lโ€™accento su questa separazione che pure nel testo biblico รจ ben sottolineata. Cโ€™รจ una separazione concreta e profonda da attuare nei confronti dei propri genitori per acquisire libertร  nei loro confronti, per assumere autonomia di giudizio, per un rapporto non di dipendenza ma di libertร , gratuitร  e gratitudine. E tale distacco non solo non inficia il comando di amare e onorare padre e madre, ma anzi dona libertร  per obbedirlo.

Nelle parole e nellโ€™atteggiamento dei farisei sul libello del ripudio noi vediamo la storia distorta di usanze, leggi e norme che nascono con un fine buono, ma che con il passare del tempo vedono pervertito e stravolto il loro senso. Lโ€™abitudine e la ripetitivitร  le distolgono dal loro senso originario. Gesรน perรฒ non abdica alla propria intelligenza e alla propria creativitร , non si adagia sul giร  detto, sul giร  noto, ma spiazza gli interlocutori e, al richiamo a Mosรจ e a ciรฒ che ha scritto oppone il richiamo a Dio e a ciรฒ che Dio ha fatto, allโ€™ordine della Torah oppone lโ€™ordine della creazione. E dopo pone in tensione lโ€™uomo e Dio dicendo che lโ€™uomo non separi ciรฒ che Dio ha unito, ha posto sotto uno stesso giogo (Mc 10,9).

Gesรน sa cogliere che la logica della legge รจ anche una logica di condiscendenza, che mitiga la volontร  originaria di Dio a causa della durezza del cuore umano. E durezza di cuore altro non รจ, biblicamente, che la non volontร  di ascoltare la parola di Dio. La durezza di cuore รจ di chi non ascolta. Ancora una volta Gesรน รจ interessato non a una questione teorica, ma alla veritร  delle persone che ha davanti. E la posizione di Gesรน รจ unโ€™ermeneutica del testo biblico che pretende di risalire alla volontร  di Dio stesso. Dalle domande dei suoi interlocutori Gesรน risale alla veritร  dellโ€™interlocutore stesso, quasi come se le domande che gli vengono poste siano sempre anche una rivelazione della persona che ha davanti.

In sintesi, di fronte alla spinosa questione del ripudio, Gesรน non emette sentenze nรฉ legifera, ma compie un annuncio, lโ€™annuncio rigoroso ed esigente che emerge dalla volontร  di Dio contenuta nelle Scritture. Un annuncio che la chiesa รจ chiamata a ripetere ma guardandosi dal cadere nella logica dei farisei del nostro testo. Logica che rischia di condurre a ergersi a giudice del mistero grande della situazione matrimoniale di due persone e di fare delle parole di Gesรน unโ€™occasione di condanna per chi ha fallito. Perchรฉ tante sono le declinazioni della biblica โ€œdurezza di cuoreโ€ (Mc 10,5).

Ma ecco che vengono portati a Gesรน dei bambini perchรฉ lui li benedica (Mc 10,13-16). I discepoli reagiscono rimproverando – presumibilmente – coloro che hanno portato i bambini. I discepoli si sentono contrariati e credono di dover difendere Gesรน da questa iniziativa che loro giudicano unโ€™invasione indebita. Intervengono contrariati e pensando di interpretare il pensiero di Gesรน. In realtร  essi proiettano il loro sentire su Gesรน. Errore di prospettiva che nasce dalla vicinanza e dalla presunzione di conoscere chi si ha vicino. Gesรน invece si arrabbia con i discepoli ordinando loro di non ostacolare i bambini e di lasciare che vadano a lui. E ne aggiunge la motivazione: โ€œPerchรฉ a chi รจ come loro appartiene il Regno di Dioโ€ (Mc 10,14). Gesรน poi abbraccia i bambini, li benedice e pone le mani sul loro capo (Mc 10,16). Prende in braccio attirando a sรฉ, pronuncia parole di benedizione, poi impone le mani prolungandosi verso i bambini. Il secondo gesto assicura che lโ€™atto benedicente non รจ un accaparrarsi lโ€™altro, come sarebbe se ci fosse solo un attirare a sรฉ. Gesรน attira a sรฉ e si protende verso lโ€™altro, riceve e dona. E con i gesti e le parole Gesรน benedice, fa cioรจ spazio a un terzo, allโ€™Altro benedicente. Gesรน poi non dice che il Regno appartiene ai bambini, ma a chi รจ come loro.

Cโ€™รจ una relazione visibile tra Gesรน e i bambini e una, invisibile, tra chi รจ come i bambini e il Regno di Dio. Qual รจ la qualitร  presente nei bambini che fa sรฌ che a chi รจ come loro appartenga il Regno di Dio? Qual รจ questa qualitร  che si trova anche in adulti? Gesรน nel v. 15 parla di accogliere il Regno e poi di entrarvi. Le due immagini concordano nellโ€™escludere un atteggiamento di possesso e di pretesa. Non si tratta di prendere il bambino come modello per lโ€™adulto, ma di cogliere che la figura del bambino รจ legata allโ€™accoglienza. La qualitร  dellโ€™infanzia e dellโ€™accoglienza non sono dellโ€™ordine dellโ€™avere, ma della mancanza e dellโ€™apertura allโ€™altro. รˆ come se Gesรน dicesse che cโ€™รจ del bambino anche nellโ€™adulto e che il Regno di Dio va incontro a questa qualitร  dโ€™infanzia che rimane anche nellโ€™adulto. Il Regno di Dio si offre allโ€™uomo facendosi strada a partire dalla mancanza che definisce lโ€™uomo stesso e che accende il suo desiderio. E poichรฉ per Marco il Regno di Dio si รจ fatto vicinissimo a noi in Gesรน, potremmo interpretare cosรฌ il testo: โ€œLasciate venire a me il bambino che รจ in voi, perchรฉ il Regno di Dio gli appartieneโ€. Siamo ancora di fronte a quel movimento di ricerca della veritร  delle persone che Gesรน incontra. Cโ€™รจ una dimensione di infanzia non spenta in ogni adulto che, riconosciuta e resa attiva, si fa capace di accoglienza. E dunque non mette alla prova, non inganna, non pone ostacoli, ma รจ terra vergine su cui Dio puรฒ regnare.


A cura di: Luciano Manicardi
Per gentile concessione del Monastero di Bose