p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 6 Giugno 2021

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Il flusso della vita divina nelle nostre vene

Padre Ermes Ronchi commenta il brano del Vangelo di domenica 30 Maggio 2021.

Prendete, questo รจ il mio corpo. Nei Vangeli Gesรน parla sempre con verbi poveri, semplici, diretti: prendete, ascoltate, venite, andate, partite; corpo e sangue. Ignote quelle mezze parole la cui ambiguitร  permette ai potenti o ai furbi di consolidare il loro predominio. Gesรน รจ cosรฌ radicalmente uomo, anche nel linguaggio, da raggiungere Dio e da comunicarlo attraverso le radici, attraverso gesti comuni a tutti.

Seguiamo la successione esatta delle parole cosรฌ come riportata dal Vangelo di Marco: prendete, questo รจ il mio corpo… Al primo posto quel verbo, nitido e preciso come un gesto concreto, come mani che si aprono e si tendono. Gesรน non chiede agli apostoli di adorare, contemplare, venerare quel pane spezzato, chiede molto di piรน: โ€œio voglio essere preso dalle tue mani come dono, stare nella tua bocca come pane, nell’intimo tuo come sangue, farmi cellula, respiro, pensiero di te. Tua vitaโ€.

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Qui รจ il miracolo, il batticuore, lo scopo: prendete. Per diventare ciรฒ che ricevete. Quello che sconvolge sta in ciรฒ che accade nel discepolo piรน ancora che in ciรฒ che accade nel pane e nel vino: lui vuole che nelle nostre vene scorra il flusso caldo della sua vita, che nel cuore metta radici il suo coraggio, che ci incamminiamo a vivere l’esistenza umana come l’ha vissuta lui.

Dio in me, il mio cuore lo assorbe, lui assorbe il mio cuore, e diventiamo una cosa sola, una stessa vocazione: non andarcene da questo mondo senza essere diventati pezzo di pane buono per la fame e la gioia e la forza di qualcuno. Dio si รจ fatto uomo per questo, perchรฉ l’uomo si faccia come Dio.ย […] Continua a leggere tutto il testo del commento su Avvenire


PICCOLO, BIANCO e SILENZIOSO

Da molti anni faccio la comunione, camminando verso l’altare a volte un poโ€™ distratto e inaffidabile, eppure Dio non si nega.

Sull’altare, un piccolo pane bianco che non ha sapore, che รจ silenzio, profondissimo silenzio.

Che cosa mi puรฒ dare questo po’ di pane, lieve come un’ala, povero e cosรฌ piccolo da non saziare neppure il piรน piccolo bambino?

Per un istante mi affaccio sull’enormitร  di Dio che mi cerca, Dio che รจ arrivato, che mi assedia, che entra e trova casa. La mia processione verso l’altare รจ solo un pallido simbolo del suo eterno venire verso l’uomo, verso me.

L’amore cerca casa.

La comunione, piรน che un mio bisogno, รจ un bisogno di Dio.

Sono colmo di Dio. E non riesco a dire parole, non ho doni da offrire, non ho progetti alti, non coraggio. Ma dentro qualcosa si apre, perchรฉ vi si depositi l’orma lieve di Dio.

Faccio la comunione e lui mi abita, sono la sua casa. Lโ€™incredibile Dio si accontenta di quel groviglio di paure, di quel nodo di desideri che io sono.
E cerco di spremere pensieri e parole da dedicargli, ma finisco per regalargli il silenzio. Eppure Lui non mi ha mai lasciato. Mai siamo stati lasciati.
Eโ€™ tempo di pensare a Dio non solo come Padre che sostiene, ma come Madre presente, che nutre di sรฉ i figli al suo petto, con il suo corpo. A Dio come Sposo, amore esuberante che cerca risposta. E l’incontro con lui รจ quello degli amanti nel Cantico: dono e gioia, intensitร  e tenerezza, feconditร  e fedeltร .
ยซEcco il mio corpoยป, e non, come ci saremmo aspettati: ยซecco la mia mente, la mia volontร , la mia divinitร , ecco il meglio di meยป, ma semplicemente, poveramente, il corpo. Il sublime dentro il dimesso, lo splendore dentro lโ€™argilla, il forte dentro il debole.
Il Signore non ha portato solo salvezza, ma redenzione, che รจ molto di piรน. Salvezza รจ togliere qualcuno dalle acque che lo sommergono, redenzione รจ trasformare la debolezza in forza, la maledizione in benedizione, il tradimento di Pietro in atto dโ€™amore, il pianto in danza, la veste di lutto in abito di gioia, la carne in casa di Dio.
Prendete questo corpo, vuol dire che Gesรน ci consegna la sua storia: mangiatoia, strade, lago, volti, il duro della Croce, il sepolcro vuoto e la vita che fioriva al suo passaggio. E con il suo sangue versa il rosso della passione, il coraggio della fedeltร  fino all’estremo.
Stupendo Dio, che non spezza nessuno, che spezza e sparge se stesso.
Prendete tutto di meโ€ฆ e con un balzo rivedo la piccola Rut: ยซNon insistere con me perchรฉ ti abbandoni; dove andrai tu andrรฒ anch’io; il tuo popolo sarร  il mio e il tuo Dio sarร  il mio; dove morirai, morirรฒ anch’io e vi sarรฒ sepolta. Il Signore mi punisca come vuole, se altra cosa che la morte mi separerร  da teยป.

Lโ€™amore scavalca anche Dio, se quel Dio non รจ lโ€™amore stesso.

Prendete meโ€ฆ e non saprei come altro amarvi.

AUTORE: p. Ermes Ronchi FONTE: Avvenire PAGINA FACEBOOK