Sono tra quelli che non sentono il bisogno di celebrare questa solennitร della Santissima Trinitร . Non sono un rivoluzionario, non lo sono mai stato, ma mi viene da dire che ogni qualvolta ci poniamo davanti al nostro Dio, il Dio dei cristiani, dovremmo celebrare la festa della Santissima Trinitร . Non รจ scontato e nella fede di molti di noi non รจ chiara questa cosa del Padre, del Figlio e dello Spirito. Capisco che da piรน di mille anni ci sia questa richiesta. Mi fa un po’ sorridere il fatto che la risposta dei primi papi a cui fu chiesto fu la stessa che darei io. Cioรจ che appunto non ce n’รจ bisogno. Perรฒ poi la chiesa da quasi ottocento anni ha deciso di celebrarla. ร collocata nella domenica successiva alla Pentecoste. Quasi a dire che se riusciamo a celebrare la Pentecoste, cioรจ se riusciamo a fare spazio anche allo Spirito Santo illustre sconosciuto, possiamo e dobbiamo porci di fronte a Dio Padre, Figlio e Spirito.
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Accogliamo questo invito soprattutto non come la necessitร di una riflessione teologica, che pure รจ sempre importante, ma come un rendimento di grazie. Un momento di contemplazione delle grandi opere di Dio, della natura di Dio. Un Dio che si rivela Padre, Figlio e Spirito Santo. Ecco: nel vangelo di oggi che รจ il brano finale del vangelo di Matteo troviamo i discepoli che si manifestano ubbidienti. Gesรน risorto ha detto a loro, alle donne che dicessero a loro di andare in Galilea e loro vanno. Si specifica: sul monte che Gesรน aveva loro indicato. Questa intanto รจ una sorpresa perchรฉ non c’รจ scritto nel vangelo che Gesรน avesse indicato un monte e quale monte. ร lecito cosรฌ, vista l’indeterminazione, fare riferimento ai vari monti che il vangelo di Matteo ha descritto. Il monte delle beatitudini al capitolo quinto da cui Gesรน proclama una nuova legge che ha la misericordia e il perdono, l’amore dei nemici, tra i suoi caposaldi. La capacitร di cercare la volontร di Dio prima di qualsiasi altra cosa.
C’รจ un secondo monte ed รจ il monte su cui Gesรน si prende cura dei poveri. ร il monte su cui Gesรน nel vangelo di Matteo compie per la seconda volta il gesto della moltiplicazione dei pani. Nella logica del vangelo spesso il numero due รจ il numero della definitivitร e quindi ci dice che Gesรน si prende cura definitivamente di noi. E chiama i discepoli a fare altrettanto. Allora se il primo รจ il monte della nuova legge, il secondo il monte della della condivisione. Il terzo monte di cui si parla il vangelo รจ quello che noi chiamiamo monte Tabor. ร il monte su cui Gesรน si trasfigura. ร il monte della contemplazione. ร interessante allora che il risorto nel vangelo spedisca i discepoli a riprendere questo cammino. C’รจ una bella canzone in Jesus Christ Superstar: “Could we start again please” (potremmo riniziare?). ร un po questa la logica, cioรจ dobbiamo ripartire. Perรฒ ci sono tanti modi di ripartire. C’รจ il modo di chi riparte sempre rimanendo sullo stesso punto. Non รจ questo il caso del vangelo. Proprio perchรฉ non specifica quale monte sia, possiamo pensare che c’รจ un quarto monte. C’รจ un monte nuovo: รจ il monte della nostra vita. ร il monte su cui siamo chiamati a salire ogni mattina quando ci alziamo. Ed รจ il monte su cui possiamo salire perchรฉ il Signore ci ha portato sopra gli altri. E perchรฉ continua a portarci, a indicarci questo.
Gesรน si si manifesta. I discepoli vedendolo si prostrano e questo va bene, ci sta. Perรฒ c’รจ la sorpresa – che non รจ una gran sorpresa perchรฉ l’abbiamo giร detto tante volte – nel momento in cui si prostrano, vedendolo dubitano. Questo in parte ci fa dire che รจ un racconto vero. Perchรฉ รจ imbarazzante e se non fosse vero non ce l’avrebbero raccontato. Ma รจ vero anche nel senso che la nostra vita รจ complessa. Non c’รจ mai un azione unica. Quindi nel momento in cui noi ci relazioniamo, nel momento in cui amiamo una persona dubitiamo anche dell’amore. Se la amiamo veramente. Se non siamo monomaniacali e vediamo solo quello che vogliamo. Quindi io credo che sia assolutamente normale, sano, il fatto che nel momento in cui si incontra il Signore perรฒ esiste anche il dubbio. Cosรฌ nei discepoli, e allo stesso modo anche per noi oggi. Sapete come la penso a riguardo ai dubbi, credo che siano santi. Il problema รจ quando non li condividiamo, non cerchiamo la risposta. E va bene: sono segno di veritร .
ร bello a questo punto che Gesรน si avvicini. La risposta al dubbio รจ la vicinanza. Non รจ una lezione di teologia. Poi ci sono anche quelle, la teologia รจ bellissima. Ma รจ il fatto che Gesรน si fa vicino. La frase finale “a me รจ stato dato ogni potere in cielo e sulla terra” ci richiede la fede. Nel senso che se Gesรน รจ una presenza credibile nella nostra vita allora dobbiamo dargli credito. Ed รจ confortante sapere che non รจ un credito limitato. ร illimitato perchรฉ a lui ogni potere รจ dato.
Il risorto, Gesรน dice ai discepoli: “andate e fate discepoli tutti i popoli”. Questo gruppo sul monte deve fare i conti, recuperare ciรฒ che Gesรน ha insegnato, lasciare che Gesรน si prenda cura, imparare a prendersi cura. Questo gruppo deve essere capace di contemplare, facendo i conti con la propria pochezza, i propri dubbi. Viene spedito, viene mandato a condividere. Non succede mai che prima uno รจ sicuro al cento per cento e poi condivide. E non serve a niente avere un dono se non lo si condivide. La meta, il traguardo sono tutti i popoli. Tutti i popoli devono essere fatti discepoli. ร bello pensare che sono i popoli, non sono le singole persone. Quindi sono le diverse culture, le diverse esperienze che devono essere messe in relazione col vangelo. Tutti i popoli devono essere battezzati del nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Insegnando loro a osservare “tutto” ciรฒ che Gesรน ha comandato ai discepoli. Dicevamo giร domenica scorsa che se leggiamo quel “battezzare” come il gesto sacramentale, meraviglioso, probabilmente da un certo punto di vista lo riduciamo. Possiamo dire: – beh ci siamo giร riusciti -. Nel senso che da tempo i missionari sono andati in tutte le parti del mondo.
Ma probabilmente quel “battezzare” possiamo leggerlo anche in senso piรน estensivo. Cioรจ possiamo leggerlo come quell’immersione e quell’uscita dall’acqua che รจ un segno di rinascita. Gesรน vuole che i discepoli annuncino questa veritร : che tutti i popoli possono vivere una vita nuova nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito. Quindi abbiamo qualcuno che si prende cura di noi – il Padre – qualcuno che ha misericordia che ha una casa accogliente. Abbiamo un fratello, qualcuno che ci accompagna – il Figlio – che ci ha chiamato amici. E riconosciamo che la forza dell’amore รจ in tutte le cose. Che lo Spirito รจ presente sempre in mezzo a noi. ร il Paraclito che continuamente ci avvicina e prega di fronte al Padre. L’ultima notazione รจ: insegnando loro a osservare tutto ciรฒ che vi ho comandato. ร bello questo “tutto” perchรฉ credo che chiunque voglia vivere non solo nella fede, anche nelle relazioni, nelle amicizie, nella relazione di coppia, una delle cose verso le quali fa fatica รจ il fatto che ci concentrano sempre solo su qualcosa. Se vi ricordate domenica scorsa si diceva che lo Spirito ci conduce alla veritร tutta intera. Noi invece siamo settoriali: ci innamoriamo di una cosa e dimentichiamo le altre. Questo a volte รจ un problema.ย
“Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” e noi di fronte a questo ti ringraziamo Signore. Ti ringraziamo perchรฉ non ci dici che sei con noi “per sempre”. Cioรจ non รจ una cambiale in bianco. Ci dici che ogni mattina della nostra vita nel momento in cui ci alziamo, nel momento in cui siamo chiamati all’esistenza, non siamo soli. Perchรฉ tu sei con noi.
Buona domenica.ย
Buona festa della Trinitร



