Concesso a questo Lisia di non essere privo di testa, lo vediamo oggi โproporre un accordo su tutto ciรฒ che fosse giustoโ (ver.14). Il nostro testo afferma che aveva constatato che โgli Ebrei erano invincibili, perchรฉ il Dio potente combatteva al loro fiancoโ (ver.13). Non รจ facile capire se questo passaggio afferma lโoggettivitร di questa constatazione o รจ lโaffermazione di Lisia per entrare nelle trattative. Di fatto il ver.15 ci dice che โMaccabeo, badando a ciรฒ che piรน conveniva, acconsentรฌ a tutto quanto Lisia chiedevaโ.
Egli pone come condizione ai Giudei di โessere favorevoli agli interessi del regnoโ (ver.19),e delega agli incaricati di entrambi le parti di trattare lโaccordo. Sembra evidente che ci si trova non ad un livello di comunione, ma ad un puro accordo formale. Nella lettera che il re scrive a Lisia (vers.22-26) sembra che il re sia disponibile ad accettare che โi Giudei non intendono accettare lโellenizzazioneโ perchรฉ sono attaccati โal loro sistema di vita e alle proprie leggiโ! Per questo, โil tempio sia loro restituitoโ, ed essi โsi sentano rincuorati e riprendano a loro agio la cura delle proprie coseโ (ver.26).
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Lโaffermazione รจ in sรฉ molto importante perchรฉ accetta la sostanziale โdiversitร โ che, come sappiamo, i Giudei conservano in tutti i luoghi e iin tutti i tempi della loro singolare collocazione non come nazione a se stante, ma dispersi in mezzo alle nazioni! Questo mi sembra importantissimo per noi cristiani in ogni luogo e in ogni tempo! E in sostanziale coerenza รจ la lettera che ai vers.27-33 il re scrive ai Giudei stessi! Diplomatica e forse non del tutto sincera, tuttavia รจ realistica nella sua sostanza.
E anche i Romani, nella loro lettera ai Giudei di essere โdโaccordoโ con questi patti (ver.35), e sollecitano dai Giudei una rapida conferma della loro adesione alla proposta di accordo.
A cura di don Giovanni Nicolini

