Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 2 Maggio 2021

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Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia allโ€™Universitร  di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Universitร  di Perugia e in Ontologia Trinitaria allโ€™Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente รจ dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesรน. Un’immersione nella storicitร  dei Vangeli, Postfazione di Gรฉrard Rossรฉ, EDB 2019.

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Nel vangelo giovanneo, i capitoli dal 13 al 17 sono tradizionalmente definiti il โ€œdiscorso di addioโ€ di Gesรน, il cui messaggio รจ espresso da un monologo composito, con salti logici che si รจ tentato variamente di riordinare. Seguendo la redazione finale, tale โ€œdiscorsoโ€ invita i discepoli a riconoscersi come giร  innestati nella vita di Dio attraverso tre fasi: lavanda dei piedi, purificazione e santificazione. Dopo la metafora del buon/bel pastore contrapposto ai pastori malvagi, quella della vigna autentica illustra come Dio voglia introdurci โ€“ prendendosi cura di ogni potenzialitร  โ€“ nello Spirito della gioia che si sprigiona dal vivere la medesima realtร .

Questo legame nel piรน ampio contesto di Gv 15,1-16,14 che mostra il senso del nostro legame รจ visto da tre prospettive: relazione con Gesรน; relazione tra noi; relazione con il mondo. Oggi ci si ferma al v. 8, che fruttifica nellโ€™esplicito comandamento dellโ€™amore giร  vissuto da Gesรน. Lโ€™immagine della vigna รจ chiara negli aspetti fondamentali: il vignaiuolo รจ il Padre, la vite autentica รจ Gesรน, il tralci sono i discepoli. Il brano รจ cosรฌ strutturato:

  • Implicazione reciproca: attivitร  del Padre (versetti 1 e 2), esortazione alla comunitร  (vv. 3 e 4), e al singolo credente contro le tentazioni egoistiche (vv. 5 e 6);
  • Scelta di restare, perchรฉ i discepoli chiedano al Padre ciรฒ che rende fecondo il Figlio (v. 7);
  • Glorificazione del Padre nellโ€™abbondante fruttificare degli amici (v. 8).

Lโ€™esistenza della comunitร  dipende quindi dal legame di ciascuno con Gesรน che rende il credente dapprima discepolo, e infine amico. Dio ha cura del singolo tralcio e lo sostiene in un contesto piรน organico, perchรฉ Gesรน ยซnon ha creato un cenacolo chiuso nรฉ un ghetto, ma una comunitร  in espansioneยป (Mateos-Barreto). Nessuno รจ isolato; ciascuno รจ implicato nella vita degli altri e vive della medesima linfa, che permette a ogni tralcio di fruttificare.

Dal lasciarsi irrorare radicalmente dalla Parola di Dio scaturiscono i frutti che appartengono alla vigna. Come la vite senza i tralci non รจ vite โ€“ perchรฉ essa consiste dei suoi tralci โ€“ cosรฌ anche i tralci staccati dalla vite non possono fare nulla, se non seccare. Un legame dinamico porta invece โ€œmolto fruttoโ€: una pluralitร  inimmaginabile di frutti. Uno di questi รจ il vino, simbolo della gioia. Nellโ€™Eucarestia, il Figlio glorifica il Padre: nellโ€™unica vite sono intrecciate le molte vite sposate e offerte dagli amici di Gesรน, i quali hanno assimilato la linfa e il frutto della medesima vita che si dona sino alla fine.

Parole

VITE: non รจ una metafora a caso; come giร  il gregge e il pastore rappresentano Israele e le sue guide, anche la vigna nella Bibbia รจ figura di Israele. Altrove รจ simbolo del Messia; inoltre la Sapienza dona il vino. Il Padre si prende cura della vite nella missione del Figlio, realtร  entro cui i discepoli possono dare il meglio. A differenza degli alberi in cui i rami si distinguono dal tronco, nella vite non รจ possibile fare altrettanto.

PURIFICA: cโ€™รจ un gioco di parole tra airล (tagliare, v. 2) e kath-airล (potare, v. 2), e poi ancora katharoi (puri, v. 3). Chi ascolta Gesรน โ€“ che รจ il Discorso (lรณgos) โ€“ rimanendo dopo essersi lasciato lavare i piedi, รจ purificato. Gesรน lo ha legato a sรฉ e quindi al Padre: il discepolo puรฒ incanalare la linfa della Parola di Dio. La purificazione non รจ solo un distacco (visto perรฒ come potatura premurosa del Padre) dei rami secchi dalla comunitร , ma pure il miglioramento personale, per una testimonianza piรน intensa.

RIMANERE: Giovanni ama il verbo menล e soprattutto in questi versetti di commiato lo utilizza ben 10 volte: una frequenza che non si riscontra mai altrove. Nel capitolo precedente questo termine descriveva lโ€™unitร  dinamica tra il Padre e il Figlio, ma pure il โ€œdimorareโ€ di Gesรน โ€“ e poi dello Spirito โ€“ presso gli uomini. Non รจ una conservazione โ€œsottovuotoโ€ del passato, bensรฌ una relazione permanente con Gesรน che ci rinnova nelle novitร  che incontriamo: perseverare ad amare, fedeli allo Spirito di Gesรน, รจ vitale per poter generare nuovo amore duraturo.

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