Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 18 Febbario 2021

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Una voce suggerisce un progetto, unโ€™idea, una sistemazione risolutiva. Voce non messa alla prova dellโ€™amore. Per ottenere quellโ€™obiettivo non ci si interroga troppo su mezzi, strumenti, sensatezza dei passaggi intermediโ€คโ€คโ€ค Diventa una roba mia, di cui non parlo con nessun amico. O solo con quelli che per qualche motivo non fanno domande troppo scomode, fanno fatica a vivere con noi un confronto intimo. Quella prospettiva diventa un modo per conquistare il mondo. Il nostro modo per dimostrare che ce lโ€™abbiamo fatta. Dimostrarlo al mondo, a un parente, a un nemico, a noi stessi. E prende forme cosรฌ tante e cosรฌ diverse che non sembra piรน partire dalla stessa radice, quella voce che grida dal profondo: โ€œsalva te stesso!โ€.

Gesรน sa che abbiamo bisogno di trovare un senso alla nostra vita. Ma vede anche che gli ronziamo attorno da un poโ€™. Una nostalgia piena di speranza ci rende interessati alle sue parole, alla sua vita. Gesรน ci provoca ad una sequela piรน consapevole, piรน radicale. Ci invita a condividere la sua fiducia nel Padre, fiducia nel suo regno che viene. Potremmo iniziare a non preoccuparci di โ€œsalvarci noi stessiโ€.

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Potremmo provare a non sprecare nessuna occasione di amore. Senza paure, senza proteggerci. E quando ci accorgessimo che abbiamo amato male o poco, semplicemente riconoscerlo e chiedere perdono, riprendendo il cammino, umilmente, fino alla fine. Amare senza secondi fini. Senza accumulare punti da nessuna parte. Provare a seguire lโ€™amore che ci precede. Dal punto preciso in cui siamo, lรฌ dove la vita chiama. Gratificazioni come fini a se stessi, limiti e rifiuti, anche violenti, non sono piรน il criterio, se il terzo giorno รจ preparato per noi.

Matteo Suffritti SJ


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato