12PORTE del 13 gennaio 2011 -II domenica di Quaresima.
Gv 4, 5-42
Dal Vangelo secondoย Giovanni
In quel tempo, Gesรน giunse a una cittร della Samarรฌa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui cโera un pozzo di Giacobbe. Gesรน dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesรน: ยซDammi da bereยป. I suoi discepoli erano andati in cittร a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: ยซCome mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?ยป. I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesรน le risponde: ยซSe tu conoscessi il dono di Dio e chi รจ colui che ti dice: โDammi da bere!โ, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua vivaยป. Gli dice la donna: ยซSignore, non hai un secchio e il pozzo รจ profondo; da dove prendi dunque questโacqua viva? Sei tu forse piรน grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?ยป.
Gesรน le risponde: ยซChiunque beve di questโacqua avrร di nuovo sete; ma chi berrร dellโacqua che io gli darรฒ, non avrร piรน sete in eterno. Anzi, lโacqua che io gli darรฒ diventerร in lui una sorgente dโacqua che zampilla per la vita eternaยป. ยซSignore โ gli dice la donna โ, dammi questโacqua, perchรฉ io non abbia piรน sete e non continui a venire qui ad attingere acquaยป. Le dice: ยซVaโ a chiamare tuo marito e ritorna quiยป. Gli risponde la donna: ยซIo non ho maritoยป. Le dice Gesรน: ยซHai detto bene: โIo non ho maritoโ. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non รจ tuo marito; in questo hai detto il veroยป.
Gli replica la donna: ยซSignore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che รจ a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorareยป. Gesรน le dice: ยซCredimi, donna, viene lโora in cui nรฉ su questo monte nรฉ a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciรฒ che non conoscete, noi adoriamo ciรฒ che conosciamo, perchรฉ la salvezza viene dai Giudei. Ma viene lโora โ ed รจ questa โ in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e veritร : cosรฌ infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio รจ spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e veritร ยป. Gli rispose la donna: ยซSo che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrร , ci annuncerร ogni cosaยป. Le dice Gesรน: ยซSono io, che parlo con teยป.
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: ยซChe cosa cerchi?ยป, o: ยซDi che cosa parli con lei?ยป. La donna intanto lasciรฒ la sua anfora, andรฒ in cittร e disse alla gente: ยซVenite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?ยป. Uscirono dalla cittร e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: ยซRabbรฌ, mangiaยป. Ma egli rispose loro: ยซIo ho da mangiare un cibo che voi non conosceteยป. E i discepoli si domandavano lโun lโaltro: ยซQualcuno gli ha forse portato da mangiare?ยป. Gesรน disse loro: ยซIl mio cibo รจ fare la volontร di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che giร biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perchรฉ chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e lโaltro miete. Io vi ho mandati a mietere ciรฒ per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro faticaยป.
Molti Samaritani di quella cittร credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: ยซMi ha detto tutto quello che ho fattoยป. E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase lร due giorni. Molti di piรน credettero per la sua parola e alla donna dicevano: ยซNon รจ piรน per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perchรฉ noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi รจ veramente il salvatore del mondoยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
Il Vangelo
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La seconda domenica di quaresima, potremmo chiamarla la domenica del grande orizzonte, perchรฉ nella Liturgia della Parola ci indica con forza la meta del nostro cammino, l’orizzonte vastissimo e inimmaginabile della nostra speranza.
La pagina evangelica รจ quella della Trasfigurazione: se la prima domenica ci ha presentato la quaresima, i 40 giorni, come un segno di questa vita, caratterizzata dal combattimento, dalla lotta contro il male, con il sostegno dello Spirito di Dio, questa seconda domenica ci rivela il grande segreto della fede, che รจ la capacitร di vedere le cose in profonditร , di non fermarsi alla superficie di ciรฒ che appare, per poter riconoscere la gloria di Dio.
ร Gesรน stesso che porta i suoi discepoli in alto sul monte, perchรฉ la fede non รจ frutto di una capacitร umana naturale, ma รจ risposta alla sua chiamata e al suo dono.
Alcuni Padri della Chiesa insegnano che a Gesรน sul monte non accadde nulla: Gesรน infatti รจ sempre il Figlio di Dio, รจ il Signore della gloria, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero. Nessuno uomo puรฒ sostenere il suo sguardo, il suo splendore divino: per questo si รจ fatto a noi vicino, assumendo la nostra natura mortale.
Che cosa accadde allora sul monte? Che il Signore donรฒ ai suoi discepoli di potere contemplare per un istante, anche con gli occhi di carne, ciรฒ che essi stavano riconoscendo giร , giorno per giorno, con il occhi della fede.
Il miracolo non รจ che Cristo diventa luminoso e sfolgorante: il miracolo รจ che Cristo si รจ fatto uno di noi, si รจ fatto visibile, ha camminato con noi, si รจ sporcato le mani con la nostra terra… Sul monte, il Signore ha dato per un momento agli occhi di Pietro, Giacomo e Giovanni la forza di sostenere la sua luce divina, per rafforzare la loro speranza.
Per questo diciamo che la fede รจ dono di Dio, perchรฉ lui ci dona questo sguardo profondo, che non si ferma alla superficie. Quando i discepoli vedevano Gesรน, vedevano solo un uomo. La loro fede li portรฒ a riconoscere che era l’onnipotente e inaccessibile Figlio di Dio fatto uomo. Quando noi vediamo l’eucaristia, vediamo pane e vino: la fede ci fa riconoscere la carne e il sangue del Signore, donati per noi, per purificare la mente e il cuore. Quando noi vediamo la Chiesa, vediamo un insieme di persone, piene di belle doti, ma anche di tanti difetti. Nella fede riconosciamo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
La trasfigurazione รจ un miracolo che non riguarda Cristo, ma riguarda ciascuno di noi, perchรฉ a chi accoglie la potenza di Dio รจ data la possibilitร di non fermarci alla superficie di ciรฒ che appare. (mons. Andrea Caniato)
