Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 24 Ottobre 2020 – Lc 13, 1-9

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Non sappiamo la ragione del dolore e nemmeno la Bibbia ne fornisce una spiegazione chiara e univoca. Gesรน, commentando la tragica fine di alcuni concittadini, alcuni morti per mano di Pilato, altri uccisi dal crollo della torre di Siloe, ci fornisce una preziosa indicazione: non sono morti a causa dei loro peccati.

Dio non punisce i suoi, nรฉ manda insopportabili croci per metterci alla prova: spesso la causa del nostro dolore รจ da ricercare nelle nostre scelte sbagliate o nellโ€™incapacitร  degli uomini di vivere da adulti consapevoli ed equilibrati. Se soffro non รจ perchรฉ Dio ce lโ€™ha con me, e gran parte del dolore che vivo potrei evitarlo.

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Ma, conclude Gesรน, la prova puรฒ diventare lโ€™occasione di crescere, di affrontare la vita con maggiore consapevolezza, di andare oltre. Possiamo subire la sofferenza e diventare sterili, come una pianta da appartamento, oppure cogliere la prova come un โ€œconcimeโ€ (quindi non gradevole!) che, perรฒ, porta nutrimento e poi frutto alla nostra pericolante vita.

La prospettiva di Gesรน, ardua, รจ vero, รจ carica di speranza: il dolore non รจ necessariamente una catastrofe ma puรฒ trasformarsi in inattesa opportunitร โ€ฆ

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