ยซNon รจ costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli รจ il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’รจ; il Cristo invece, quando verrร , nessuno saprร di dove siaยป.
I ragionamenti della gente di Gerusalemme assomigliano cosรฌ tanto ai nostri. Infatti non di rado il nostro metro di giudizio รจ la critica, e la nostra convinzione di fondo รจ che ciรฒ che pensiamo giร di conoscere non ha dentro nessuna novitร . Delle volte รจ cosรฌ che trattiamo chi ci vive accanto, con critica e rassegnazione. E cosรฌ che trattiamo la nostra quotidianitร , con critica e rassegnazione. E in entrambi i casi se potessimo far fuori le persone e le nostre routine lo faremmo senza pensarci due volte.
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Eppure quella gente si trova di fronte a Cristo, al Figlio di Dio, al Senso di tutta la vita, ma lo trattano con aria di sufficienza e presunzione. Presumere di sapere รจ la radice di ogni nostra tragedia personale. Invece ogni rivoluzione e cambiamento nascono dal ragionevole dubbio che forse noi non sappiamo tutto e che faremmo bene a fidarci ogni tanto. ยซGesรน allora, mentre insegnava nel tempio, esclamรฒ: “Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato รจ veritiero, e voi non lo conoscete. Io perรฒ lo conosco, perchรฉ vengo da lui ed egli mi ha mandato))ยป.
Il fastidio di cui รจ portatore Gesรน รจ il fastidio che si prova davanti a una persona profondamente aggrappata a un significato. Le persone che hanno trovato un senso nella propria vita, sono felici. E le persone felici infastidiscono perchรฉ ci ricordano la nostra infelicitร e fanno crollare la convinzione che l’infelicitร รจ sopportabile solo perchรฉ tutti sono infelici. Se arriva chi ci dice che invece si puรฒ essere felici, e magari lo mostra con la propria vita, la prima reazione non รจ la gioia ma l’invidia. E l’invidia รจ sempre omicida. In fondo Caino ammazzรฒ Abele perchรฉ non sopportava l’idea che il fratello fosse piรน amato di lui.
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Vangelo del giorno
Gv 7, 1-2. 10. 25-30
Dal Vangelo secondoย Giovanni
In quel tempo, Gesรน se ne andava per la Galilea; infatti non voleva piรน percorrere la Giudea, perchรฉ i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salรฌ anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: ยซNon รจ costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli รจ il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’รจ; il Cristo invece, quando verrร , nessuno saprร di dove siaยป.
Gesรน allora, mentre insegnava nel tempio, esclamรฒ: ยซCerto, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato รจ veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perchรฉ vengo da lui ed egli mi ha mandatoยป.
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscรฌ a mettere le mani su di lui, perchรฉ non era ancora giunta la sua ora.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
