VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C
- Prima lettura: Ger 17,5-8
- Salmo Responsoriale Dal salmo 1
- Seconda lettura: 1 Cor 15,12.16-20
- Vangelo: Lc 6,17.20-26
Pietro e Andrea hanno lasciato tutto per diventare pescatori di umanitร , hanno lasciato ciรฒ che li legava, le reti, invece di riassettarle come facciamo noi tutti i giorni. Hanno creduto che – sul serio – Dio chiede in prestito la barca della nostra vita per raccontare il Regno.
- Pubblicitร -
Non รจ un ostacolo la nostra fragilitร , non ferma Dio il nostro limite: proprio di noi egli ha bisogno.
Pietro e Andrea hanno conosciuto altri come loro: pescatori del lago, uno zelota, un pubblicano. Gente diversa, particolare: nulla sarebbe mai riuscito a metterli insieme se non la curiositร nel seguire quel Nazareno pieno di Dio.
Poi, dopo qualche mese di vagabondaggio in Galilea, proprio lรฌ, sulle sponde del lago, Gesรน racconta a loro e a noi il segreto della felicitร .
Beatitudini

Non รจ forse la gioia ciรฒ che cerchiamo piรน di ogni altra cosa?
Gesรน sta per indicarci la strada verso la pienezza?
Finalmente Dio si decide a sbottonarsi e ci dona la soluzione allโenigma della vita?
Ma, subito, lโentusiasmo si smorza:
beati i poveri, beati quelli che piangono, quelli che sono perseguitati e insultati, dice il Rabbรฌ.
Ma come? Gesรน dichiara felice chi soffre? Chi รจ bastonato dalla vita?
Gesรน conferma lโopinione di molti credenti che la vita รจ solo dolore e forse, ma, chissร , speriamo, un giorno riceveremo un premio?
No.
Gesรน non loda la condizione di fatica, dice che quella condizione puรฒ spalancare ad unโaltra veritร .
I perdenti, i fessi, quelli che scelgono di essere semplici, cioรจ poveri in spirito, quelli che scelgono di essere miti in un mondo di squali, quelli che non si arrendono allโingiustizia cronica, quelli che giudicano tenendo conto del cuore di Dio e non della miseria degli uomini, quelli che fuggono la doppiezza, quelli che, pacificati, costruiscono la pace a costo di pagare di persona, quelli che, incontrato Dio, non mollano, sono coloro che fanno esperienza di Dio.
Il Beato
Proprio perchรฉ il Dio di Gesรน รจ mite, e pacificatore e misericordioso e paga di persona e sa piangere, coloro che gli assomigliano ne fanno esperienza.
Follia, vero? Sรฌ, รจ troppo anche per un folle come me.
Eppure Gesรน lโha detto.
Non cerchiamo la povertร o le lacrime o la miseria, ma poniamo la nostra fiducia in Dio; allora sperimenteremo la felicitร che รจ riempita di emozione e la supera. La beatitudine รจ fare esperienza dellโAssoluto di Dio, del Dio di Gesรน, e con lui condividere il sogno di una vita vera, ad ogni costo.
Beati voi
Diversamente dalla versione di Matteo, Luca sintetizza le beatitudini ed aggiunge โ inattese โ quattro durissime ammonizioni.
Inattese proprio perchรฉ le scrive Luca, lo scriba della mansuetudine di Cristo.
Inattese proprio perchรฉ provengono dalla penna di colui che sempre attenua i toni, stempera la durezza della sequela, ammorbidisce i tratti piรน aspri della predicazione di Gesรน.
Se Matteo dice: โBeati i poveri…โ, Luca aggiunge: โBeati voi poveri…โ.
Luca ha di fronte a sรฉ i poveri, i perseguitati.
E sa, dalle informazioni che ha ricevuto da chi cโera, che Gesรน, ad un certo punto, ha alzato lo sguardo oltre lโorizzonte, oltre le colline di Samaria, verso Gerusalemme ammonendo i ricchi, i sazi, i gaudenti.
Ma chi vive in prima linea lo sa, e apprezza.
Dio crede nella conversione di ogni uomo, certo. Ma sa anche quanto sia forte lโostinazione e la chiusura. Per chi vive nel degrado e nellโillegalitร , per chi, come ai tempi di Amos, calpesta il diritto del povero il giudizio sarร senza misericordia, poichรฉ non ha avuto misericordia.
Vedendo le tragiche immagini del terzo mondo, vedendo che lโeconomia si รจ trasformata in un mostro che tutto divora, ascoltando la testimonianza di Luca, che รจ dovuto andare in Germania, o di Daniele, licenziato e senza lavoro da mesi, apprezzo questa sferzata di Gesรน.
E lโapprezzano i fratelli e le sorelle cristiani (e non) che combattono, che si dibattono nella barbarie crescente, facendo come Dio, che difende il diritto dellโorfano e della vedova.
Speranze
Ai tanti impegnati in prima linea ad affrontare problemi immensi della quotidianitร e dellโillegalitร dico: abbiate speranza in Dio, curando lโuomo.
Come scrive Geremia, profeta inascoltato e perseguitato nella sua Gerusalemme, lโunica possibilitร รจ quella di alzare lo sguardo, di non confidare solo nellโuomo. La nostra speranza, ci ricorda Paolo, รจ posta nel Signore risorto, in qualcuno che รจ vivo e si rende presente attraverso il nostro sguardo, non in un progetto umano.
Beati noi che non ci arrendiamo, perchรฉ questo รจ lo stile di Dio.
Paolo Curtaz
