Vangelo di domenica 17 settembre 2017 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo di domenica 17 settembre 2017, a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

Ogni giorno nel Padre Nostro diciamo una frase che potrebbe essere la nostra salvezza, ma anche, se non cerchiamo di farlo, la nostra condanna: Rimetti a noi i nostri debiti allo stesso modo in cui noi li rimettiamo agli altri.

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PERDONARE

Il brano del Siracide della prima lettura รจ molto vicino al Nuovo Testamento, tanto che sembra anticipare lโ€™insegnamento di Gesรน. Il Siracide รจ un libro sapienziale e, come spesso ricordo, lโ€™obiettivo che si pone la sapienza รจ la ricerca del vivere bene. Abbiamo letto: rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Come puรฒ un uomo essere felice se il suo cuore, come braci, cova dei sentimenti cosรฌ brutti?

รˆ una sorta di immondizia interiore che toglie la pace. Il perdono non รจ dunque solo un vantaggio di chi lo riceve, ma lo รจ prima di tutto di chi lo concede, perchรฉ รจ una liberazione. Inoltre il rancore vincola al passato impedendo di guardare avanti. Il passato รจ morto, lasciamo dunque che i morti seppelliscano i loro morti (Lc 9,60). Se vogliamo diventare adulti dobbiamo lasciarci alle spalle il passato. Ci sono persone che non sanno perdonare i loro genitori o che si portano dietro ancora le offese subite nellโ€™infanzia o nella giovinezza. Anche noi abbiamo commesso molti errori e continuamente ne commettiamo, non crediamo di essere migliori.

Saper perdonare รจ dunque uscire allo scoperto, non dare la colpa a nessuno delle proprie mancanze e assumersi le proprie responsabilitร . Gesรน ci racconta una parabola, come sempre usa unโ€™immagine chiarissima, che ci fa da specchio molto piรน che tante parole. Il Padrone condona al servo un debito di diecimila talenti. รˆ una cifra spropositata se pensiamo che il talento era un peso di circa trentacinque chili! Come spesso accade, ciascuno รจ molto propenso alla misericordia verso sรฉ stesso, mentre รจ implacabile nel giudicare il prossimo. Cosรฌ questโ€™uomo dimentica subito lโ€™enorme favore che ha ricevuto e si accanisce su chi gli deve una cifra irrisoria (il denaro era la paga giornaliera), non certo paragonabile a quella che costituiva il suo debito. La sua spietatezza gli costa la revoca del condono.

Gesรน ci paragona a quel servo: anche a noi รจ perdonato ogni debito come al ladrone sulla croce, ce ne ricordiamo? Il Padre Nostro ogni giorno ci fa dire una frase che puรฒ diventare la nostra condanna: rimetti a noi i nostri debiti nello stesso modo in cui noi li rimettiamo agli altri. Se Dio รจ disposto a farsi uomo in Cristo e a morire per noi, manifestandoci una misericordia senza limiti, come possiamo a nostra volta essere spietati? Il perdono รจ perciรฒ necessario per la nostra felicitร  e indispensabile per la salvezza. รˆ comunque difficile perdonare proprio per la nostra miopia, ma in questo ci aiuta la preghiera.

Domenica scorsa il vangelo ci diceva che se chiediamo insieme qualcosa ci verrร  concessa. Signore insegnaci a perdonare e dacci la forza per farlo!

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 17 settembre 2017 anche qui.

XXIV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 18, 21-35
Dal Vangelo secondoย Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinรฒ a Gesรน e gli disse: ยซSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrรฒ perdonargli? Fino a sette volte?ยป. E Gesรน gli rispose: ยซNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli รจ simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poichรฉ costui non era in grado di restituire, il padrone ordinรฒ che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cosรฌ saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirรฒ ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciรฒ andare e gli condonรฒ il debito.
Appena uscito, quel servo trovรฒ uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirรฒ”. Ma egli non volle, andรฒ e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perchรฉ tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietร  del tuo compagno, cosรฌ come io ho avuto pietร  di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finchรฉ non avesse restituito tutto il dovuto.
Cosรฌ anche il Padre mio celeste farร  con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratelloยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 17 – 23 Settembre 2017
  • Tempo Ordinario XXIV
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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