Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 14 Luglio 2019

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Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 14 Luglio 2019 – XV domenica del Tempo Ordinario, dai microfoni di Radio Vaticana e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

ECCO LA REGOLA CHE TRASCENDE OGNI LEGGE

È importante non leggere la parabola del buon samaritano in termini sentimentali. Un uomo viene derubato e picchiato sulla strada di Gerico. Mentre giace mezzo morto sulla strada, un sacerdote che passa lo vede e va oltre senza fermarsi a soccorrerlo. Passa anche un levita e fa la stessa cosa. Proviamo disgusto per questi atteggiamenti, ma come mai questi due consacrati si sono rifiutati di aiutare questo povero uomo? Bisogna sapere che per sacerdoti e leviti era assolutamente vietato toccare il sangue. Per l’ebraismo la vita risiede nel sangue e lo spargimento del sangue rappresenta la morte. La Legge afferma che un consacrato di Dio non deve avere nulla a che fare con la morte e con il sangue. Questi due personaggi sono legati ai loro obblighi verso la legge e se avessero toccato quell’uomo non avrebbero più potuto celebrare il culto se non prima di aver fatto una complicata trafila di riti di purificazione. Sarebbero stati incompatibili con il Tempio e i suoi sacrifici. E questo è impressionante: le leggi religiose impedivano a questi due uomini di soccorrere quel poveretto.

Ma chi è questo uomo mezzo morto? I Padri sottolineano che questo individuo scende da Gerusalemme – la città santa – a Gerico, la città distrutta e maledetta da Giosuè che non avrebbe più dovuto essere ricostruita e che viene riedificata a prezzo di sacrifici umani (come è raccontato da 1Re 16,34). Queste due città sono il simbolo del cielo e degli inferi.

Questo uomo è l’umanità che perde il cielo per i suoi peccati e cammina verso gli inferi e nel suo cammino viene distrutto dai nemici della natura umana.

La legge, le regole, non lo possono salvare ma solo vederlo e riconoscerlo morto.

La legge non può fare altro che emettere una diagnosi. Può affermare “quel che hai fatto è sbagliato”, ma non può salvare.

La legge non perdona, la legge denisce e basta. Ma Gesù sta raccontando questa parabola a un dottore della legge che fa cavilli e cerca giusticazioni.

PER SALVARE L’UOMO.

Allora entra in scena un samaritano. I samaritani, per gli ebrei, erano eretici che avevano distorto la legge. Ci vuole un samaritano per salvare l’uomo, ossia un irregolare che si sporchi con il suo sangue, facendosi impuro per curarlo. Per curare l’umanità bisogna obbedire alla regola che trascende ogni legge: l’amore, che è il pieno compimento della legge, come dice san Paolo.

Infatti le regole che si seguono per sentirsi “a posto” come il dottore della legge, diventano gabbie che impediscono di amare. Il Samaritano non si preoccupa dei sacrifici da celebrare, ma ha vino e olio per curare questo sofferente, che poi la Chiesa userà nei sacramenti.

Ci vuole una locanda dove questo Samaritano possa portare gli uomini e le donne feriti di ogni generazione. Questa locanda è la comunità cristiana a cui Cristo, puro per gli impuri, affida questa umanità ferita perché se ne possa prendere cura. E al suo ritorno porterà la sua ricompensa. Tornerà questo Samaritano e ci darà il “di più” che abbiamo speso. E ci darà il Cielo.

Qui tutti i commenti al Vangelo della domenica
di don Fabio Rosini

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Letture della
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.

Dal libro del Deuteronòmio
Dt 30,10-1

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
 
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 18 (19)
R. I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.
 
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R.
 
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.
 
Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante. R.

Seconda Lettura

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 1,15-20


Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
 
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio

Vangelo

Chi è il mio prossimo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10, 25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
 
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore

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