don Roberto Seregni – Commento al Vangelo del 27 Marzo 2022

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LO VIDE DA LONTANO

Ci sono due immagini di questa parabola che hanno una forza dirompente. La prima è quella del padre che sorveglia la strada deserta in attesa del ritorno del figlio. È un’immagine bellissima che trascrive il mistero della paternità e della maternità di Dio, di un Dio che non si stanca, che veglia, che aspetta il ritorno del figlio amato. Lo aspetta perché lo ama, perché senza di lui la famiglia è incompleta; lo aspetta perché sa che il figlio è infelice, sa che lontano da Lui nessuno puó essere davvero felice. Non importa che abbia sperperato tutti i suoi averi, non importa che lo abbia abbandonato; l’unica cosa importante è che questo figlio perduto ritornerà. Ne è sicuro. Ritornerà.

La seconda immagine è quella del padre con il figlio maggiore. Lui non si è mai allontanato da casa, ma vive come un servo e non come un figlio. Non conosce la gioia per il ritorno di suo fratello e nemmeno la gratitudine verso il padre. Pensa che tutto gli sia dovuto, geloso e permaloso vive nella solitudine. Ma l’immagine che piú mi affascina è quella del padre che abbandona la festa per andare in cerca del figlio maggiore. Non perde la pazienza, non grida, non borbotta. Cerca il figlio geloso e gli racconta la sua gioia per il figlio ritrovato.

Gesù ci svela che Dio è stupendo, molto differente da quell’immagine arcigna e impaziente che troppo spesso ancora serpeggia nella nostra coscienza religiosa. Forse questo tempo di quaresima dovrebbe proprio aiutarci, prima di tutto, a convertire l’immagine di Dio che abbiamo nel cuore. Quaresima è tempo di conversione, lo sappiamo tutti; ma forse dimentichiamo che la conversione piú urgente riguarda proprio il volto di Dio. Il problema della fede non è credere o non credere in Dio, ma in che Dio si crede. Dobbiamo provare a mettere a confronto il Dio che abita le mie preghiere e la mia coscienza religiosa (o magari anche le mie paure e le mie angosce…), con il Dio che Gesù ci presenta in questa parabola. Forse abbiamo bisogno di fare un po’ di pulizia ed abbandonare certe idee di Dio ammuffite e arrugginite.

Un ultimo pensiero.

Non sappiamo come finisce la parabola: il figlio maggiore entrerà alla festa?

Niente di nuovo: anche domenica scorsa la parabola del fico era senza finale: lasciato o tagliato?

Il finale è tutto tuo.
Tutto da scrivere.
Tutto da vivere.

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Un abbraccio,
don Roberto

PS. Per le vostre letture quaresimali e pasquali, mi permetto di proporvi un mio libro edito con Ancora alcuni anni fa: Risorgere e altri “ri” del Vangelo. Spero vi aiuti a riscoprire la presenza di Cristo nella vostra vita rilanciarla sulle strade della missione …


Don Roberto (prete missionario della Diocesi di Como) – Sito Web Fonte: il canale Telegram “Sulla Tua Parola“.

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