Commento al Vangelo di domenica 31 dicembre 2017 – p. Alessandro Cortesi op

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“Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io angosciati ti cercavamo’. Ed egli rispose: ‘Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?’.

Luca apre alla grande questione della ricerca di Gesù: c’è ricerca e ricerca. Si può non capire il significato della salita di Gesù a Gerusalemme (non sapevate?…). La parola di Gesù parla di un salire a Gerusalemme – rinvio alla sua morte e risurrezione.

Più volte questo verbo, ‘cercare’ accompagna il salire di Gesù verso Gerusalemme. Si può cercare Gesù perdendone le tracce oppure ci si può aprire ad un’altra ricerca.

‘Stare nelle cose del Padre’: è questo il ‘mistero’ della sua esistenza, l’orizzonte della ricerca. Ed è anche il cuore nascosto dell’esistenza di ogni donna e uomo. Eppure Gesù ha reso vicino il Padre, ha raccontato il volto di Dio che nessuno ha mai visto, entrando nella quotidianità della vita di una famiglia, di un popolo, facendosi solidale con una storia umana.

E’ un paradosso da mantenere e da cui lasciarci interrogare: la presenza di Gesù non è racchiudibile in una ricerca, pur sincera. Non può essere accostato come qualcuno di cui si sanno le origini – la sua famiglia appunto -.

C’è una difficoltà ad incontrare un Gesù che non ci appartiene, non è a disposizione di un gruppo che pretende di conoscere: ‘Non è il figlio di Giuseppe?’ (cfr Lc 4,22; cfr.Mc 6,2-3). Non si fa imprigionare tra ‘i nostri’. Gesù non appartiene nemmeno ad alcuna religione o chiesa che pretenda di esaurire la sua volontà e la sua presenza.

’non sapevate che devo stare nelle cose del Padre?’ Sono parole indicazione ad accogliere – solo come dono – l’Incondizionato e l’Indisponibile di Dio.

Gesù nel suo percorso mette al primo posto lo stare nelle cose del Padre. Uomo di preghiera, riconosce nel rapporto con il Padre il riferimento radicale delle sue scelte umane e del suo agire (cfr. Lc 6,12;9,18; 11,1; 22,39-46).

Gesù nella sua esistenza umana, nelle sue scelte si offre a noi come una presenza non racchiudibile in teorizzazioni o appartenenze; neppure può essere considerato ‘proprietà’.

‘Stare nelle cose del Padre’ Gesù ricorda questa dimensione fondante della sua esistenza, che genera la possibilità di rapporti nuovi: il radicamento di ogni vita umana in una relazione più grande, in una ‘dipendenza’ originaria, in una comunione che va accolta, ricercata, sorgente di ogni desiderio di infinito presente nelle esistenze più diverse.

Famiglia come luogo di relazioni, che nella storia ha avuto tante modalità di espressione e oggi si attua in mille modi può essere il luogo liberante in cui far crescere le persone nella libertà di scoprire il proprio nome e volto nella certezza di uno sguardo di amore di Dio che accompagna.

La famiglia di Gesù – dice Luca con la genealogia che giunge ad Adamo… figlio di Adamo, figlio di Dio (cfr. Lc 3,23-38) – è anche la famiglia di una umanità dispersa che trae la sua origine da Adamo: una famiglia ‘allargata’, non fatta di esclusioni, non chiusa entro confini stabiliti.

La famiglia di Gesù è quell’umanità ferita: composta dei volti di uomini e donne, segnati dal peccato e alla ricerca di senso e salvezza. Nella loro vicenda, di carne e sangue, scorre il comunicarsi di Dio che si rende vicino in questa storia.

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Domenica della Santa Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe – Anno B

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Lc 2, 22-40
Dal Vangelo secondo Luca

 22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosé, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – 23come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. 25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, 30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31preparata da te davanti a tutti i popoli: 32luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». 33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. 39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 31 Dicembre 2017 – 06 Gennaio 2018
  • Tempo di Natale I
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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