Commento al Vangelo di domenica 30 Giugno 2019 – d. Giacomo Falco Brini

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GESÙ, IL FUOCO E IL DISCEPOLO

Il vangelo di Luca è concepito come la narrazione del cammino del Figlio di Dio che, uscito da Dio e divenuto uno di noi, deve compiersi a Gerusalemme. Lì avverrà il suo nuovo esodo. Il Figlio infatti ritorna da dove è venuto (il Cielo) insieme ai suoi trofei: gli uomini, fratelli salvati dal suo amore. Nella pagina di oggi la svolta capitale del suo cammino: da questo momento Gesù “indurisce” il suo volto guardando in direzione di Gerusalemme, ma non nel senso che diventa più severo, rigido o impassibile nei nostri confronti (Lc 9,51). Tutt’altro. La sua determinazione sta tutta nella consapevolezza della sua missione che, per Luca, è quella di manifestare a tutti gli uomini, nel suo volto, il vero volto e il cuore del Padre: cioè, duro nella sua incondizionata tenerezza, assolutamente diverso nella sua mitezza, fermo nella sua volontà di salvare tutti, tenace nella sua misericordia senza limiti.

Gesù manda messaggeri davanti a sé (Lc 9,52). E’ un’immagine semplice della chiesa anche oggi inviata all’umanità per annunciare il Signore che viene. Ma nel vangelo è un luogo di Samaria dove i messaggeri si recano. L’invito a far passare Gesù è declinato. Se uno vuole andare in Giudea, non è una buona premessa per entrare in relazione con i samaritani (Lc 9,53). E allora cosa fa la chiesa ancora in gestazione? Signore, vuoi che facciamo scendere un fuoco dal cielo e li consumi? (Lc 9,54) Bisogna intervenire, bisogna reprimere sul nascere un rifiuto simile!

Ma chi credono di imbrogliare ‘sti samaritani? Sono solo dei maledetti, bruciamoli tutti! Non posso fare a meno di vedere, tra le righe di tante manifestazioni odierne, una chiesa molto zelante che magari non invoca un fuoco dal cielo apertamente, ma che di fatto lo auspica, anche per l’attuale papa e la “sua” chiesa (perché ce ne sarebbe un’altra più fedele!…). Ma Gesù, voltatosi, li sgridò (Lc 9,55). Non sgridò i samaritani, ma i suoi messaggeri. Infatti non hanno discernimento, perché non hanno ancora conosciuto il suo volto, cioè non ne conoscono la vera identità. Da notare che il verbo “sgridare”, nel greco utilizzato dal vangelo, è lo stesso verbo riferito a Gesù quando esorcizza minacciando i demoni! Quanto è facile essere dalla parte del diavolo mentre si è tanto zelanti verso il Signore e la sua chiesa, e non lo si sospetta minimamente!

Comunque un fuoco Gesù è venuto a portarlo sulla terra (cfr. Lc 12,49). Ma non è quello che vorrebbero molti zelanti cristiani di oggi. Se poi andate a leggere cosa dice il Signore al cap.12 subito dopo questa affermazione, capirete perché, dopo la prima parte del vangelo di oggi, Luca ci riporta 3 casi di chiamata alla sequela. Gesù infatti ha acceso un fuoco davanti al quale non ci si può nascondere e che “co-stringe” a compiere scelte. Diamogli un’occhiata. Il primo caso è quello di un aspirante discepolo che sembra abbia compreso che in Gesù c’è tutto il senso della vita e desidera seguirlo. Ma il suo modo di esprimersi tradisce un atteggiamento “alla Pietro”: seguire Gesù non è né frutto, né pretesa di un’umana iniziativa. Il Signore lo scuote dalle sue illusioni (Lc 9,57-58). Chi vuole seguirlo sappia che non c’è niente di sicuro né di accomodante per i propri bisogni. Nel secondo caso si fa ordine su cosa sia la sequela per il discepolo.

E’ Lui a proporre, a noi rispondere. Infatti, nel primo caso di chiamata, alla nostra proposta è Gesù che obietta. Qui invece, alla sua iniziativa, partono le nostre obiezioni. Non si tratta di obiezioni su tana e nido (sicurezze materiali), ma riguarda un permesso che si chiede con dilazione di tempo: c’è un “prima” da fare che viene prima del Signore! C’è qualcosa che sta più a cuore di Lui. Eppure si tratta di un dovere di pietà filiale: può un dovere, un affetto familiare, una persona, esser posto/a “prima”, e quindi allontanare dal regno di Dio? La risposta di Gesù non da adito a dubbi (Lc 9,59-60).

Il terzo caso unisce i primi due: costui si fa avanti come il primo e promette la sequela (in futuro), mentre Gesù chiama nel presente (seguimi). E non è diverso dal secondo caso, perché mette avanti ancora una priorità. In che cosa è diverso dagli altri due? Bisogna ricordare che qui c’è un richiamo evidente alla vocazione di Eliseo profeta, dove invece Elia concede il tempo di salutare i genitori (1a lettura). Ma la sequela di Gesù, non è come la sequela di Elia: infatti, c’è qui ben più che Elia!

Perciò Gesù dice che “nessuno che abbia messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto (lett. “è ben posizionato”) per il regno di Dio” (Lc 9,61-62). Chi può capire, capisca! E allora chi potrà veramente seguirlo? Qual è il problema di ogni aspirante discepolo di sempre? Nessuno che si è incamminato dietro Gesù conosce e vuole subito percorrere la sua via, a meno che non sia il Signore stesso che glielo conceda. Bisogna prima scoprire di ignorare la parola della Croce (Lc 9,45). Bisogna prima inciampare su questa parola (Lc 24,25-27). Poi, sarà essa stessa che, poco a poco, accenderà un fuoco dolcissimo che riporterà sulla vera via di Gesù, abilitando a seguirlo (Lc 24,32-33).

Fonte

Letture della
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Eliseo si alzò e seguì Elìa.

Dal primo libro dei Re
1 Re 19,16b.19-21

In quei giorni, il Signore disse a Elìa: «Ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto».
 
Partito di lì, Elìa trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elìa, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello.
Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elìa, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elìa disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te».
 
Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elìa, entrando al suo servizio

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 15 (16)
R. Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.
 
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.
 
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R.
 
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.

Seconda Lettura

Siete stati chiamati alla libertà.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 5,1.13-18

Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
 
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
 
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.

Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.

Parola di Dio

Vangelo

Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,51-62

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
 
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
 
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
 
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
 
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore

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