Commento al Vangelo di domenica 25 Agosto 2019 – Monastero di Marango

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Come si fa ad entrare attraverso un «porta stretta» per avere la salvezza? Bisogna lasciare ciò che crea ingombro (bagagli, vestiti pesanti, borse, zaini, copricapi) poi abbassarsi, stringere le spalle, strisciare, per farsi più piccoli possibili. Ricchezza e grandezza sono il vero impedimento ad accogliere la salvezza che Gesù Cristo è venuto a donarci, perché esse portano a confidare in se stessi. Esse costituiscono un reale inganno, se è vero che «molti cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno», dice Gesù: molti sono quelli che avanzano pretese, a partire dal loro valere umano e religioso.

Proviamo a pensare: riusciamo a immaginarci qualche personaggio importante e famoso, che poi, nel mondo di Dio, faccia la fine di tanti disgraziati lasciati fuori da questo mondo!? Oppure qualche persona molto religiosa e devota, riconosciuta da tutti, alla quale poi il Signore dice: «Non so di dove siete»!? Eppure, l’immagine della porta stretta sta a dichiarare che solo chi si fa povero e piccolo può accogliere la salvezza: perché sa riconosce il dono, invece che avanzare pretese.

Perciò Gesù, con questa risposta, non indica delle condizioni molto esigenti per entrare nella vita di Dio: condizioni che ancora i bravi, i buoni, i capaci, gli intelligenti, i preparati potrebbero soddisfare e accampare. Invece, esprime la necessità di farsi tutti davvero piccoli, così piccoli da gioire nel riconoscere che molti piccoli, cioè esclusi e senza merito, saranno quelli che entreranno per quella porticina.

Sì, perché la domanda sul numero di quelli che si salvano rivela, nei suoi autori, una sottintesa sicurezza e una presuntuosa condanna: è la sicurezza di chi si sente a posto perché la sua vita è “regolare” e osservante le Leggi, è l’implicita condanna di tutti quelli che non sono altrettanto giusti. Il fariseo al tempio prega Dio dicendo: «O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri» (Lc 18,11), poi fa l’elenco di tutte le sue buone opere.

Gesù sanzionerà non una sua beatificazione, ma la sua condanna; mentre del pubblico peccatore, che chiedeva a Dio solo misericordia, decreterà che Dio lo farà giusto. È il rovesciamento delle condizioni umane che Maria aveva profetato: «Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni di affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote» (Lc 1,52-53).

Nei versetti successivi, Gesù insiste molto su questo elemento, drammatizzando la scena di quelli che si reputavano “giusti” e disquisivano sul numero dei salvati: non sono riusciti a passare dalla porta stretta, ma poi il «padrone di casa» addirittura la chiude loro in faccia. Cominceranno a bussare, «Signore, aprici!». Ma il padrone dichiarerà di non conoscerli. Allora avanzeranno i loro requisiti: «Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza». Può essere anche un’allusione alla loro pratica eucaristica. «E tu hai insegnato nelle nostre piazze»: può essere letto come l’affermazione di fedeltà alla dottrina cristiana.

L’Eucarestia e la fede sono opere del Signore in nostro favore, non opere nostre che ci fanno guadagnare il paradiso e che ci portano a considerare esclusi quelli che non hanno la stessa fedeltà.

Per questo il «padrone di casa» dichiara addirittura di non conoscerli e li accusa di essere «operatori di ingiustizia». L’Eucarestia e la fede ci facilitano la via al Regno solo se noi ci facciamo facilitatori  degli altri; soprattutto degli esclusi, dicendo loro che Dio li ama e non li esclude. Altrimenti, anche la Messa e la corretta dottrina ci condanneranno, invece di salvarci.

Gesù conclude offrendoci un’immagine che dobbiamo avere sempre presente. Mentre dice a coloro che pretendevano di essere nel numero dei salvati: «Voi cacciati fuori»; poi aggiunge: «Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio». Vengono da lontano, dalle periferie umane, dai luoghi stranieri, dai popoli considerati estranei a Dio. Non possono presentare nulla, possono solo accogliere tutto. Non hanno diritti, non hanno cittadinanza, non hanno meriti, non hanno denaro, non hanno opere, non hanno capacità. Possono solo sperare uno sguardo di umanità, e non un giudizio secondo la Legge.

Questi «siederanno a mensa». Coloro che, per tutta la loro vita si sono seduti alla mensa della fede e dell’umanità, ma non hanno saputo condividere, sono inesorabilmente condannati con queste parole. Gesù non vuole dirci i criteri del giudizio divino, seppur rovesciati rispetto alla logica umana. Egli vuole rivelarci che coloro che hanno la pretesa di essere «primi» finiranno con l’essere «ultimi», perché hanno condannato gli altri ad essere «ultimi». Mentre Dio rovescerà la sorte di questi, e li renderà «primi». Intorno al suo trono, allo splendore di tutta la sua bellezza, ci saranno coloro che la vita degli uomini avranno abbruttito, trasformati e trasfigurati secondo quella Bellezza.

A cura di Alberto Vianello – Monastero di Marango

Letture della
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 66,18b-21

 
Così dice il Signore:
 
«Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.
 
Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti.
 
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore.
 
Anche tra loro mi prenderò sacerdoti levìti, dice il Signore».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Salmo 116 (117)

R. Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode. R.
 
Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre. R.

Seconda Lettura

Il Signore corregge colui che egli ama.

Dalla lettera agli Ebrei
Eb 12,5-7.11-13

 
Fratelli, avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:
«Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;
perché il Signore corregge colui che egli ama
e percuote chiunque riconosce come figlio».
 
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.
Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

Parola di Dio

Vangelo

Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13, 22-30

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore

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