Commento al Vangelo del 15 maggio 2011 – p. Massimo Granieri

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Il  vangelo della domenica parla del pastore Gesù che si prende cura del suo gregge. Gesù è la porta dell’ovile, per la quale si deve passare per essere discepoli e legittimi pastori. Nessuno può avere autorità sulla Chiesa se non legittimato da Gesù. Il resto nell’audio commento, in onda su RLB ogni domenica mattina, alle 8.00.

Vangelo di Giovanni 10,1-10

Io sono la porta delle pecore.

In quel tempo, Gesù disse:

«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.

Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

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