Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 25 Maggio 2022

118

- Pubblicità -

La vita spirituale, come la vita, è un cammino, un percorso di crescita. A volte invece pensiamo che l’anima sia statica, la fede qualcosa di acquisito una volta per sempre. Non è così: credere è qualcosa di dinamico, la verità su Dio e su noi stessi la acquisiamo un passo alla volta, di gloria in gloria, di scoperta in scoperta, come un viaggio.

Sempre se siamo disposti a metterci in gioco, se non abbiamo piantato le tende per pigrizia, per paura, per errata convinzione. Dio e il suo amore sono infiniti, il suo disegno spalancato al cambiamento, alla trasformazione, alla conversione: come possiamo pensare di restare fermi, di conservare le quattro convinzioni che per pigrizia non vogliamo approfondire?

Animo, allora, siamo in strada, sempre, alla sequela di colui che non ha dove posare il capo. Ma abbiamo una guida interiore, lo Spirito che il risorto ha donato e che possiamo lasciar operare in noi, invocandolo, accogliendolo, ascoltando la sua voce interiore.


Articolo precedentedon Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 29 Maggio 2022
Articolo successivop. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 25 Maggio 2022