p. Ermes Ronchi e Marina Marcolini – Commento al Vangelo del giorno, 24 Marzo 2020

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IL FILO ROSSO

Vangelo nel tempo della distanza

 VOGLIO QUALCUNO VICINO!

Gv 5,1-16
Alla vasca delle pecore a Gerusalemme, Gesù vede un uomo che da 38
anni è malato, sulla sua barella. Gli dice: “vuoi guarire?” E l’uomo: “
non ho nessuno che mi aiuti”. E Gesù: “alzati, prendi la tua barella e
cammina”. E subito l’uomo guarì, prese la sua barella e camminava.

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Attorno alla grande vasca, una babele di uomini sofferenti, ciechi, zoppi, lacrime, come uno dei nostri ospedali di questi tempi, stracolmi di malati e di dolore.

Gesù passa, vede, si abbassa: è uno che da trentotto anni è immobile su di una barella. “Vuoi guarire?” Domanda superflua, scontata. Ma non lo è la risposta dell’uomo: “non ho nessuno che mi aiuti”. Nessuno che lo prenda per mano, che lo tiri su, che lo sollevi. Come in un cattivo sogno, arriva sempre tardi, perché si trascina da solo. Questo fa male. Prima malattia: 38
anni di solitudine.

-Vuoi guarire?
– Sì, voglio qualcuno vicino.

La guarigione comincia così, con uno che si avvicina, si ferma e parla.

Penso con gratitudine a quanti nei nostri ospedali in questo momento, uomini e donne dietro mascherine e visiere, occhi buoni e forti, non lasciano soli i malati, li curano, vicini. Come faceva Gesù. Ed è così che cominciano a guarire.
La nostra umanità si gioca qui, nel fare come Lui, che si prende cura del fratello più debole.

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