Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 3 Agosto 2021

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«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Sempre il Signore mette alla prova la fede dei suoi amici. Possiamo dire che la vita degli amici del Signore è una prova senza alcuna interruzione. Abramo è detto Padre nella fede perché lui sempre ha superato tutte le prove alle quali il Signore lo ha sottoposto: “Dopo tali fatti, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia (Gen 15,1-6).

“Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: «Io sono Dio l’Onnipotente: cammina davanti a me e sii integro. Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò molto, molto numeroso». Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui: «Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te: diventerai padre di una moltitudine di nazioni. Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai Abramo, perché padre di una moltitudine di nazioni ti renderò. E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. La terra dove sei forestiero, tutta la terra di Canaan, la darò in possesso per sempre a te e alla tua discendenza dopo di te; sarò il loro Dio» (Gen 17,1-8).

Ecco ora la prova più grande alla quale Abramo fu sottomesso: “Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.           Arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere».  L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce» (Cfr. Gen 22,1-18).

Così la lettera agli Ebrei e anche la Lettera ai Romani: “Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: Mediante Isacco avrai una tua discendenza. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo” (Eb 11,17-19). “Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo – aveva circa cento anni – e morto il seno di Sara. Di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia (Rm 4,18-22).  Ecco in cosa consiste la prova di Abramo: credere che il suo futuro è solo Dio, solo in Dio, solo da Dio. Il figlio potrà essere il suo futuro solo se offerto e sacrificato sul monte. Se non è sacrificato, il figlio non sarà mai il suo futuro. Abramo sceglie Dio come suo futuro e sacrifica il figlio suo. Il figlio sacrificato è dato ad Abramo non solo come suo futuro, ma come futuro di tutta l’umanità.

LEGGIAMO IL TESTO DI Mt 14,22-36

Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

Gesù in questa notte mette alla prova la fede di Pietro. Pietro vuole camminare sulle acque e Gesù glielo concede. Non si cammina però sulle acque per comando del Signore. Si cammina per fede. Il comando dice che lui può camminare. La fede lo farà camminare realmente. Pietro inizia a camminare, poi però si impaurisce e sta per affondare. In questo momento chiede aiuto a Gesù e subito viene riportato sulla barca. Ora Pietro sa quanto lui potrà camminare sulle acque del mare del mondo. Così come attualmente è la sua fede, potrà fare solo uno o due passi. Poi dovrà ritornare sulla barca. Sulla barca però non torna da solo. Dovrà essere riportato da Gesù. Anche questa verità è cosa giusta che noi la mettiamo nel nostro cuore. La facciamo divenire anima della nostra anima. Nessuno che esce dalla barca e poi affonda, può ritornare sulla barca con le sue sole forze. Si esce dalla barca per comando di Gesù. Senza il suo comando nessuno mai deve uscire dalla barca. Affonderà. Si ritorna sulla barca dopo che si sta per affondare solo per invocazione di aiuto a Gesù Signore. Veramente senza Cristo Gesù non possiamo fare nulla. Gesù vede la poca fede di Pietro e glielo dice: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Ora Pietro conosce la misura della sua fede. Essa è veramente poca, molto poca. Ancora dovrà crescere. La crescita per il momento sarà molto lenta, sarà lentissima. Poi, quando Gesù sarà risorto e su di lui sarà versato lo Spirito Santo, allora la sua crescita sarà grande, molto grande. Nella fede diventerà un vero gigante. Vergine Maria, Donna dalla fede purissima, vieni in nostro aiuto. Fa’ che cresciamo di fede in fede. Solo così possiamo camminare sulle acque tempestose del mondo.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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