Martín Luque – Commento al Vangelo del 26 Maggio 2021

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Il vangelo di oggi ci presenta uno dei tanti dialoghi tra il Signore e i suoi discepoli. Questa volta, subito dopo che il Signore aveva annunciato quello che lo aspettava nella città santa, si avvicinano Giacomo e Giovanni per chiedergli audacemente di poter ottenere uno speciale privilegio al momento della proclamazione del Regno: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (v. 37). Il Maestro risponde subito dicendo:«Voi non sapete quello che chiedete» (v. 38).

Ciò che Gesù intende correggere della richiesta dei figli di Zebedeo non è tanto il loro desiderio di avere posti di prestigio, quanto piuttosto il fatto che vogliono saltare l’ostacolo e non rendersi conto di quello che sta per accadere a Gerusalemme, il posto in cui «il Figlio dell’uomo sarà consegnato» (v. 33). In poche parole, il Signore corregge la pretesa di voler ottenere la gloria del Regno senza passare dalla croce.

La croce è parte essenziale della storia e del messaggio che Gesù vuole trasmettere ai suoi discepoli di ogni tempo. Questo, da un lato significa che il Signore è disposto ad andare incontro a coloro che «lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno»(v. 34), ma sappiamo, anche, che lo fa per insegnarci come dobbiamo comportarci nei momenti difficili e che, nonostante tutto, è sempre possibile «servire e dare la propria vita» (v. 45).

Se siamo disposti a seguire l’insegnamento di Gesù, troveremo ciò che Giacomo e Giovanni cercavano a tentoni. La vera grandezza si ottiene quando, con l’aiuto di Dio, viviamo un amore disposto al servizio, che sa perseverare con impegno, per quanto le circostanze possano essere difficili e ci vediamo circondati dalle difficoltà. Sappiamo che Gesù lo ha fatto e sappiamo, anche, che non ci lascerà soli se vogliamo seguire le sue orme.

Martín Luque


Fonte: La pagina Facebook di “Opus Dei Italia” | Sito Web con tutti i commenti al Vangelo 

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