don Antonio Savone – Commento al Vangelo del 9 Novembre 2021

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Ne avessimo la possibilità, vorrei che fissassimo la nostra attenzione sul gesto di Gesù come su un fotogramma e stessimo a contatto con la sorpresa che quel gesto continua a suscitare. Credo sia uno dei gesti più profetici che Gesù abbia compiuto ma anche il gesto meno compreso in oltre due millenni di cristianesimo. Infatti, Israele prima, la comunità cristiana poi, non ha tardato a riammettere nel rapporto con Dio una mentalità mercantile: a tanto, tanto. Dio‐ aggiungiamo pure la vita, l’amore, gli affetti, i legami, gli impegni… ‐ tutto ridotto a merce di scambio.

Cos’era diventato per Israele il fatto che Dio abitasse in un tempio? Aveva favorito la presunzione di possedere Dio in maniera unica e definitiva. Il rapporto con Dio era coniugato secondo il versante di un formalismo religioso contro il quale più volte si erano scagliati gli antichi profeti: l’adempimento di un rito, la ripetizione di una formula restituiva la convinzione di aver incontrato Dio. In quel tempio si credeva che Dio si offrisse al miglior offerente. Il baratto restituiva l’illusione di poter comprare l’accondiscendenza di Dio, come se quello che l’uomo era disposto a pagare fosse il criterio per avere o meno accesso a Dio. Illusione, appunto, che riduceva Dio a un manufatto, un idolo, lo considerava destinatario di una transazione commerciale, lo immaginava come una persona potente che in qualche modo poteva essere piegata alla propria volontà. Era solo l’illusione d’Israele? Non è forse l’illusione che soggiace a una prassi cristiana che poco sa (non come sapere ma come sapore) di Gesù Cristo?

Il gesto che Gesù compie con tanta forza, invece, è lì a ricordare che Dio non è mai merce in vendita. Vorremmo sentire tutto il suo zelo, la passione che ha per ciascuno di noi e non rivestire i panni di chi allora come oggi lo contesta.
Ancora una volta Gesù entra nel tempio della nostra vita per mandare all’aria uno stile che persegue solo interessi personali. Guai a fare di una istituzione religiosa come di un rapporto, una relazione, un affetto, un comitato di affari! Una simile realtà non ha futuro, è una realtà senza scampo: non rimarrà pietra su pietra! […]
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AUTORE: don Antonio SavoneFONTE CANALE YOUTUBETELEGRAM

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