Commento al Vangelo di domenica 22 Dicembre 2019 – don Luciano Labanca

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La fede operosa di Giuseppe

Quasi come in uno specchio rispetto al racconto evangelico dell’Annuncio dell’angelo a Maria (Lc 1,26-38), Matteo ci presenta l’Annuncio della nascita di Gesù a Giuseppe. Il brano descrive immediatamente la forza di questa irruzione di Dio: Maria è incinta per opera dello Spirito Santo. Non deve essere stato facile per Giuseppe, innamorato di Maria e con un impegno matrimoniale già assunto con lei, scoprire che nonostante non fossero ancora andati a vivere insieme, Ella era già in “dolce attesa”. L’annotazione della giustizia di Giuseppe, però, non è secondaria. Essere giusto, secondo l’accezione biblica, oltre che avere un significato semplicemente morale, ha anche un senso teologico e spirituale: Giuseppe è un uomo che ha fede, pertanto si comporta di conseguenza.

Sa di non capire il piano di Dio in quel momento, ma non vuole danneggiare Maria esponendola alla gogna sociale, come accadeva per una donna colpevole di adulterio. Il modo di fare di Giuseppe è libero da schiamazzi, polemiche o mormorazioni, ma è tutto orientato all’introspezione: Egli medita nel suo cuore quanto accaduto, forse con dolore, con tanti interrogativi, ma mantenendo vivo il dialogo con Dio e basta. Ed è proprio lí, che il Signore interviene, rassicurandolo e spiegandogli la sua vocazione. Gesù, pur non essendo generato da Giuseppe con una paternità genitale, non meno sarà suo figlio.

Sarà proprio Giuseppe, infatti, come padre davidico di Gesù ad inserirlo nella discendenza di Davide, secondo le profezie dell’Antico Testamento, e sarà ancora lui a dargli il santo nome in cui solo c’è la salvezza, a prendersi cura di lui e di sua madre, proteggendoli e custodendoli. A conclusione del brano, Matteo ci offre un’altra bellissima perla, data del quel verbo che indica la risposta di Giuseppe alla chiamata di Dio: egli “fece”. Una delle caratteristiche della teologia del Vangelo di Matteo è proprio la sottolineatura di una fede che si rende operosa. Nello stesso Vangelo, infatti, si ritrova la celebre espressione di Gesù: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7, 21). Cosa può insegnarci allora questa figura luminosa di Giuseppe? In un tempo in cui la parola è abusata, il padre di Gesù ci insegna 

il grande valore del silenzio, non come semplice assenza di parole, ma come spazio in cui poter entrare in sè ed accogliere la Parola. La strada maestra per capire la volontà di Dio su di noi non è mai quella del rumore e degli schiamazzi, ma quella di chi con umiltà si pone in ascolto dei segni del Signore. Giuseppe, infine, ci insegna anche a compiere quel salto necessario dalle buone idee e intenzioni alle azioni concrete. Una fede che non si traduce in gesti concreti, in opere che toccano la  nostra carne, che ci scomodano anche un po’ dalle nostre abitudini, rimane evidentemente monca. Per concludere, mi piace riprendere alcune espressioni della lettera Apostolica di Papa Francesco sul senso del presepe: “Accanto a Maria, in atteggiamento di proteggere il Bambino e la sua mamma, c’è San Giuseppe.

In genere è raffigurato con il bastone in mano, e a volte anche mentre regge una lampada. San Giuseppe svolge un ruolo molto importante nella vita di Gesù e di Maria. Lui è il custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia. Quando Dio lo avvertirà della minaccia di Erode, non esiterà a mettersi in viaggio ed emigrare in Egitto (cfr Mt 2,13-15). E una volta passato il pericolo, riporterà la famiglia a Nazareth, dove sarà il primo educatore di Gesù fanciullo e adolescente. Giuseppe portava nel cuore il grande mistero che avvolgeva Gesù e Maria sua sposa, e da uomo giusto si è sempre affidato alla volontà di Dio e l’ha messa in pratica” (Admirabile signum, 7).

Fonte – il blog di don Luciano


Letture della
IV DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Colore liturgico: VIOLA

Prima Lettura

Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.Dal libro del profeta Isaìa

Is 7, 10-14 

In quei giorni, il Signore parlò ancora ad Àcaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».

Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».

Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 23 (24)

R. Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. R.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.

Seconda Lettura

Gesù Cristo, dal seme di Davide, Figlio di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 1, 1-7

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio

Vangelo

Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1, 18-24 

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore