Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 25 Novembre 2020

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Medita

Il brano di oggi è strettamente associato a quello di ieri, e prosegue il messaggio di Gesù sugli eventi finali che sconvolgono il mondo. Oltre agli eventi catastrofici, che comprendono la caduta di Gerusalemme e coinvolgono tutta la comunità, Gesù indica ai suoi discepoli, e quindi a noi, le violente persecuzioni, i segni che colpiscono le singole persone, coloro che scelgono di seguire la sua buona notizia.

Il cammino del Vangelo è minato da ogni sorta di ostacolo: persecuzioni fisiche, verbali, invidie, insulti, calunnie. Questi ostacoli sono presenti nella vita quotidiana di ogni cristiano fino a situazioni estreme di condanne, prigionie, uccisioni, da parte dei potenti di questo mondo; perché il messaggio del Vangelo di Gesù è profondamente rivoluzionario, e rende l’uomo che lo segue profondamente libero.

L’umano sentimento di paura che proviamo di fronte ad una minaccia, ad un pericolo, può diventare terrore e inibirci completamente nel compiere il bene, può gettarci in uno stato di confusione, smarrimento, fino a farci perdere la fede nel Dio-amore perché non riusciamo più a vedere l’Amore. Ma ecco che Gesù ancora una volta ci mostra la strada: “Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere”.

Riconoscere che da soli non possiamo salvarci, accettare che non possiamo capire tutto, rimetterci umilmente nelle sue mani e confidare nel fatto che Gesù manderà il suo Spirito a preservare la nostra vita per quanto l’apparenza sembri dimostrare il contrario. Confidare nel Signore con perseveranza è la virtù cristiana per eccellenza, che deve abbracciare l’intera vita del discepolo di Gesù, continuando a vivere nell’amore “fino alla fine” come ci ha mostrato Gesù stesso.

Ecco che questa pagina evangelica non parla della fine del mondo ma del qui ed ora: è la nostra vita quotidiana il tempo difficile della perseveranza.

Preghiera finale

Noi ti preghiamo per i tuoi martiri oggi,
essi testimoniano la tua parola fino a dare la vita:
questo seme caduto a terra porti molto frutto.
Noi ti preghiamo per i missionari dell’evangelo,
essi portano la tua parola tra le genti:
la loro speranza sia più forte delle avversità.
Noi ti preghiamo per gli uomini e le donne di silenzio,
essi meditano e contemplano la tua parola:
la loro preghiera sia comunione con tutte le creature.
Noi ti preghiamo per tutti i credenti in te,
essi tentano di vivere l’evangelo:
il loro comportamento in mezzo agli altri sia buono e bello.


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Cristina Martinelli, Chiara Martinelli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi