Vangelo del giorno – 7 Luglio 2023 – don Antonello Iapicca

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Matteo – โ€œdono di Dioโ€ – รจ immagine e profezia di ogni uomo che, amato nella propria realtร , ha imparato cosa sia la misericordia. Chiamato da Gesรน e risuscitato dai peccati, si รจ sentito libero di seguirlo in una vita nuova. Perchรฉ lascia tutto solo chi, in Lui, ha trovato tutto.

SEDOTTI COME MATTEO DALLO SGUARDO COMPASSIONEVOLE DI GESU’ CI ALZIAMO PER SEGUIRLO ABBANDONANDO LA MISERIA DI UNA VITA LONTANA DA LUI

“In quel tempo” che รจย ogni tempo, l’oggi unico e irripetibile che ci accoglie, “passa” Gesรน e “vede un uomo”, l’opera “molto buona”, del Padre, la “piรน bella”.ย Gesรน “guarda” Matteo,ย un peccatore intento a peccare,ย e vede se stesso, nel quale anche quell’uomo รจ stato creato. Lo “guarda” e lo “chiama” a “seguirlo”, e questo รจ l’amore di Dio; uno sguardo, una voce che chiama e ricrea donando all’uomo una bellezza sconosciuta; la bellezza del perdono.ย Una voce, uno sguardo, e una parola, tutto รจ accaduto proprio lรฌ, dove Matteo era in quello stesso istante, immerso nel suo impuro lavoro di esattore.ย 

Aveva ricevuto in appalto dal procuratore romano la riscossione delle tasse, il portorium, il diritto di dogana e pedaggio che doveva pagare chi viaggiava al confine fra le tetrarchie di Erode Antipa e di Erode Filippo; Molto probabilmente, Matteo taglieggiava i contribuenti, come un mafioso. Basta pensare cosa evochi in noi questa parola per capire che vita facesse Matteo: mafioso e collaborazionista, peggio di un kapรฒ in un campo di concentramento. I

mpuro come un lebbroso, a contatto con la lebbra dei romani, che priva della libertร  e dei beni. Come un paralitico, inchiodato alla sua sedia a rubare e a rovinare i suoi fratelli. E lรฌ, in quel vomito di vita, lo ha raggiunto un raggio di luce, come ha inimitabilmente dipinto Caravaggio. Una voce, uno sguardo e una parola: รจ Gesรน, lโ€™unico a cercarlo e guardarlo, chiamarlo, amarlo cosรฌ come Matteo era, senza moralismo, senza alcun giudizio. Lo ha amato al punto di volerlo con sรฉ. E chi si prenderebbe ora, cosรฌ su due piedi, un mafioso in casa? Chiamare Matteo, infatti, รจ stato come consegnare a un ladro l’amministrazione della propria banca: Gesรน ha consegnato i suoi tesori, le sue cose piรน preziose a un approfittatore, a un impuro e indegno peccatore. 

L’assoluta eccezionalitร  di questa esperienza ha generato in Matteo l’eccezionale, la conversione. La “misericordia” ha acceso la gratitudine. Come non “seguire” l’unico che lo aveva amato, l’unico che lo aveva guarito e strappato all’inferno? Matteo ha toccato un amore piรน grande d’ogni altro, qualcosa di mai visto, sentito, vissuto, qualcosa che ti prende fin dentro, nel piรน profondo di te stesso, e ti trascina con sรฉ, in una pace mai sperimentata, una tenerezza mai immaginata, lโ€™amore celeste che non รจ presente nella natura, lโ€™amore di Dio che puรฒ essere solo donato e accolto con umiltร . Matteo ha “imparato” che la “misericordia” รจ l’unico “sacrificio” che Dio “vuole” perchรฉ ha sperimentato che essa รจ un dono inaspettato e immeritato, che tocca l’uomo senza porre condizioni, sino a trasformare i cuori e le menti in strumenti di misericordia.

Mathaios, traduzione greca dellโ€™ebraico Mattai che significa proprio โ€œdono di Dioโ€, รจ immagine e profezia di ogni uomo che รจ “andato” e ha “imparato” che la misericordia รจ una chiamata, un’elezione gratuita che si puรฒ accogliere solo con stupore e gratitudine. Allora “alzarsi” – che in greco รจ reso dallo stesso verbo che indica la resurrezione di Gesรน – e lasciare tutto per “seguire” Gesรน non รจ l’esito di una propria scelta moralistica – Matteo non si aspettava nulla di simile, era stato sorpreso nella sua sporca quotidianitร  – ma il frutto di un innamoramento irresistibile e concretissimo, la conseguenza inevitabile dell’essere stato amato senza esigenza e senza riserve. 

Per Matteo, “andare” dietro a Gesรน ha significato la guarigione del cuore, come per gli altri “malati bisognosi del Medico” e raggiunti dalla sua misericordia rigenerante: la suocera di Pietro, il lebbroso e il paralitico; come loro, Matteo si รจ sentito immediatamente libero, e cosรฌ, “alzarsi e seguire” Gesรน รจ stato lโ€™inizio di una vita libera, altro che rinuncia, sforzo o sacrificio! Lasciare tutto รจ, semplicemente, aver trovato l’Unico per cui vivere รจ bello, vero, santo; รจ essere rapiti dall’amore che รจ impossibile anche sognare, ma al quale tutto, in ogni uomo, tende invincibilmente. Lascia tutto chi ormai ha tutto, perchรฉ appartiene a Gesรน, e tutto il resto torna al posto che gli compete, sciolto dallโ€™assolutezza che gonfia di inautenticitร  persone e cose sino a farne degli idoli tirannici. 

Niente di piรน lontano dall’alienante immersione nelle meditazioni che strappano alla crudezza dell’incarnazione e dal moralismo sempre indignato di chi si illude di  trasformare la terra in un paradiso con le proprie forze e presunte virtรน. Solo chi, sorpreso e raggiunto dalla misericordia, si scopre nudo e peccatore, senza meriti da esibire, puรฒ accogliere Cristo; chi suppone dโ€™essere giusto in mezzo a tante ingiustizie non puรฒ comprendere, si scandalizza che lโ€™amore โ€œsi adagi a mensa con i peccatoriโ€, confonde la misericordia con il male, si chiude nei propri giudizi, e finisce con il prendere il posto di Matteo, escluso dalla comunione con Dio, nella quale invece il pubblicano รจ stato riaccolto. Ma Cristo viene anche oggi alla nostra vita, sin dentro i nostri peccati. Non importa se non lo stiamo aspettando, se siamo intenti ai nostri loschi traffici. Importa il suo amore, importa l’esperienza, vera e reale, del suo perdono. 

Importa la libertร . Essa รจ per noi, incastonata negli occhi misericordiosi e compassionevoli di Gesรน, risuona nella sua parola annunciata dove siamo oggi sprecando la nostra vita: Lui viene a trasformare il nostro tavolo di gabelliere in una mensa imbandita per chi ci รจ accanto. Con Matteo possiamo passare dalla tristezza alla gioia, dal lutto alla festa, dalla solitudine allโ€™Eucarestia, dalla bruttezza del peccato alla bellezza dell’amore. Gesรน sta posando il suo sguardo su di te, te ne sei accorto? E ti vede bello, bellissimo, da innamorarsi perdutamente.

Per questo unico amore davvero gratuito, il Signore ci โ€œalzaโ€ dal peccato per โ€œstenderciโ€ a riposare e saziarci intorno al banchetto che Lui stesso ha preparato: tutta la nostra vita, anche i peccati, ci hanno preparato a queste nozze, al talamo casto dove donarci a chi a noi si รจ donato. E cosรฌ, intorno a quella mensa, annunciando il Vangelo che “chiama” alla pienezza della vita, potremo chiamare moglie, marito, figli, parenti, amici e nemici a partecipare dello stesso amore, della stessa libertร , della stessa gioia.

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Tutta la nostra storia ci segue – nessuno รจ perduto, nulla si butta – per godere della riconciliazione che sboccia dalla vittoria di Cristo; tutto di noi, nessuno e nulla escluso, รจ chiamato con noi al banchetto, perchรฉ chi รจ stato raggiunto e guardato da Cristo, attira e assorbe nella sua nuova vita anche il vecchio che il demonio aveva giร  avvelenato con la corruzione.

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