Vangelo del giorno – 25 settembre 2017 – don Antonello Iapicca

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ASCOLTARE UMILMENTE PER ACCOGLIERE LA GRAZIA CHE RIVELA LA VITA DI CRISTO IN NOI

“Come ascoltiamo”? Non รจ una domanda da poco conto. C’รจ una misura nell’ascoltare, una capacitร  di ascolto che, nelle parole di Gesรน, appare decisiva. Perchรฉ ciascuno “ha” secondo come ascolta: si potrebbe coniugare le parole di Gesรน dicendo che “a chi ha” ascoltato “sarร  dato”, ma “a chi non ha” ascoltato “sarร  tolto anche ciรฒ che crede di avere”. Quindi, non tutti modi in cui si presta orecchio hanno lo stesso valore.

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Parole, musica, rumori, ci sfiorano senza lasciare tracce. E poi le parole di chi ci รจ accanto, non parliamone neanche… refoli di vento a sfiorare le orecchie, spesso fastidiosi, mai che giungano al cuore. A meno che non si tratti di lodi e riconoscimenti… Nulla riesce a penetrare la barriera che erigiamo per paura della morte, ovvero della veritร  che venga a scuotere il nostro torpore borghese. Anche la Parola di Dio resta confinata sulla soglia, sia essa la strada, la pietra o le spine. Il seme non scende, non ci feconda, e restiamo senza frutto, come il fico pieno solo di foglie, come una lampada coperta da un vaso e posta sotto un letto, come il talento nascosto nel fazzoletto o sotto terra. Cosรฌ รจ buona parte della nostra vita, ed รจ ridicola oltre che stolta…

“Nessuno” accende una lampada e la nasconde, eppure vi รจ qualcuno che fa esattamente cosรฌ con la propria vita. Riceve da Dio doni immensi, neanche se ne accorge, e li mette nel cassetto. La vita stessa, un dono meraviglioso, “full optional”, pronta a partire sui cammini della storia per amare e donarsi, e invece, preferiamo una bicicletta scassata, e lasciamo la vita vera chiusa in garage. Spesso ce ne vergogniamo, la riteniamo sfortunata, piena di aspetti da nascondere, impresentabile. Meglio un po’ di ipocrisia, flash di parole e inganni per non farci coinvolgere davvero nei problemi, e cosรฌ non dover perdere nulla di noi stessi. Tutto questo accade perchรฉ ascoltiamo male, superficialmente e con arroganza, con la sicumera di chi la sa lunga su tutto.

Chi puรฒ parlarti? Pensi che vi sia qualcuno che abbia qualcosa da dirti? Forse un medico di fronte a dei sintomi che non sai di dove vengano. Ma cosรฌ, repentinamente, nel bel mezzo del lavoro, o in famiglia o a scuola, qualcuno puรฒ parlarti? Chi c’รจ oggi nella tua vita che pensi abbia qualche parola da aggiungere alle tue, una profezia, una correzione, un annuncio…. Ne hai bisogno? Perchรฉ per ascoltare ci vuole tantissima umiltร , e riconoscere di avere molto da imparare e quindi molto da ascoltare.

E accettare che sino ad ora abbiamo vissuto nell’illusione di “avere qualcosa” e invece, immancabilmente, facciamo ogni giorno la triste esperienza di vederci portar via quello che “crediamo di avere”. La ragione nelle questioni e nelle discussioni innanzi tutto e poi i criteri, i valori, sino alle persone e agli affetti piรน cari. Ma guarda un po’, tutto รจ legato all’ascolto… Perchรฉ la fede, il fondamento dell’esistenza, viene dall’ascolto del Kerygma, dell’annuncio. Allora, una cosa sola รจ necessaria e buona e bella, ascoltare bene come Maria, ai piedi di Gesรน istante dopo istante, per ricevere la fede che nessuno potrร  toglierci; ciรฒ significa riconoscere nelle parole che ci arrivano l’annuncio della Buona Notizia. Anche in quelle irritate della moglie, o ribelli del figlio, o ingannevoli dei colleghi.

Ogni parola contiene l’annuncio piรน importante, quello che dona e fa maturare la fede. Se non lo intercettiamo saremo condannati a vivere follemente: pur avendo ricevuto in dono la vita colma di amore, la strangoleremo nell’egoismo, regalo del demonio che non ci lascia mai in pace. Ascolta male, infatti, chi ascolta il padre della menzogna e, come Adamo ed Eva, riempie i giorni di ipocrisie, falsitร  e fughe, schiavo del proprio io. Chi ascolta male si nasconde, e che fatica…. Allora, chiederci “come ascoltiamo” significa interrogarci su “chi ascoltiamo”. Perchรฉ per riconoscere una buona notizia in un responso medico che ti annuncia un cancro, beh, bisogna aver visto il Signore risorto e avere la certezza che sia Lui a parlarci, e metterci in ascolto di Lui; altrimenti ascolteremo il demonio, e lui di certo non ci presenterร  la Croce come la salvezza e l’amore di Dio.

Dunque, chi stiamo ascoltando? รˆ facile rispondere: ascoltare in ebraico significa anche obbedire. Si tratta dell’obbedienza a ciรฒ che fonda e dirige l’esistenza, alla parola che ci ha creati e che ci dona ogni istante la vita, anche ora. La Parola del demonio rende schiavi, quella di Gesรน libera per amare. Chi รจ stato liberato vive liberamente. Chi รจ stato illuminato vive nella Luce. Chi รจ stato amato gratuitamente ama gratuitamente, perchรฉ in tutto ascolta la voce di Cristo. Per questo tutto diviene suo, e ogni giorno riceve qualcosa in piรน.

don Antonello Iapicca

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 8, 16-18
Dal Vangelo secondoย  Luca

In quel tempo, Gesรน disse alla folla:
ยซNessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perchรฉ chi entra veda la luce.
Non c’รจ nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perchรฉ a chi ha, sarร  dato, ma a chi non ha, sarร  tolto anche ciรฒ che crede di avereยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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