Il mondo dellโeconomia e della finanza sembra lontano dagli interessi della fede e ci stupisce trovare negli insegnamenti biblici indicazioni importanti per la gestione materiale della vita, per lโamministrazione dei beni di cui disponiamo e del denaro.
Lโimbarazzo di molta esegesi di fronte alla pagina lucana della parabola chiamata del โfattore infedeleโ dice chiaramente come il tema sia sensibile; mentre sono chiare le parole del profeta Amos contro coloro che per la sete di guadagno addirittura vorrebbero evitare giorni festivi, e sempre per la stessa smania non si preoccupano piรน della giustizia, e mentre le parole del Salmo 112 propongono consigli sullโuso della ricchezza in modo solidale e generoso, la parabola raccontata da Gesรน appare strana.
Si tratta della lode paradossale di un disonesto? Colpevole di malversazione questo personaggio si organizza il futuro modificando documenti finanziari, e molti esegeti hanno cercato invano di trovare giustificazioni alla lode del padrone truffato provando a immaginare spiegazioni piรน o meno realistiche.
Tuttavia il testo non si diffonde a illustrare il funzionamento delle cambiali e il contratto dellโamministratore con il padrone, e dunque possiamo solo ascoltarlo cosรฌ come Luca lo riferisce. Il comportamento dellโamministratore รจ disonesto, e Gesรน, proseguendo il suo insegnamento al termine della parabola, lo pone tra i โfigli di questo mondoโ, coloro che non sono in cerca del Regno di Dio e ragionano con i criteri del vantaggio immediato e personale che ben conosciamo.
Il protagonista della parabola perรฒ non รจ il centro dellโinsegnamento: il vero tema che Gesรน tratta qui รจ il โMamon tes adikiasโ, che di solito troviamo tradotto โricchezza ingiustaโ.
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