Suor Katia Vecchini fdo – Commento al Vangelo del 17 Ottobre 2019

Anche oggi Gesù si presenta come arrabbiato o infastidito dall’atteggiamento dei farisei e dei dottori della Legge: non rinuncia a denunciare la verità che c’è dentro il loro cuore, quella verità che nessuno vorrebbe sentirsi dire in quanto è male. Gesù avverte, ammonisce e diventa duro per impedire che il peccato che è nel loro cuore prenda il sopravvento. Gesù si gioca fino in fondo per salvare ogni anima, anche quella del peccatore più accanito o del credente meno praticante.

In ognuno di noi abita un fariseo che si crede giusto per certe azioni compiute e pensa di fare abbastanza per avere un posto nel cuore di Dio, quando in realtà pensa solo a se stesso e a difendere la propria immagine o posizione. Il dottore della Legge che ha in mano la chiave della conoscenza ma, oltre a non entrarvi lui stesso, non fa entrare gli altri, siamo tutti noi quando, avendo incontrato l’amore di Dio e l’insegnamento del Vangelo, lo usiamo a nostro favore: penso a me consacrata, ai sacerdoti, ma anche ai catechisti, agli educatori, e qualsiasi operatore pastorale che anziché vivere da testimoni credibili, portano i cosiddetti “lontani” a non incontrare l’amore di Dio e ad allontanarsi sempre più.

Ghandi ha apprezzato il messaggio e la dottrina evangelica, ma non si è mai convertito al cristianesimo perchè diceva che il comportamento dei cristiani non era accettabile.

Il Signore ci apra mente e cuore sulle tenebre che ci abitano, sull’ipocrisia che spesso emerge dal nostro atteggiamento e dalle nostre parole perché possiamo gustare la Parola di Dio che ci cambia la vita facendola gustare anche a chi ci sta intorno.

Preghiera

Cristo non ha mani ha soltanto le nostre mani

per fare oggi il suo lavoro.

Cristo non ha piedi ha soltanto i nostri piedi

per guidare gli uomini sui suoi sentieri.

Cristo non ha labbra ha soltanto le nostre labbra

per raccontare di sé agli uomini di oggi.

Cristo non ha mezzi ha soltanto il nostro aiuto per condurre gli uomini a sé oggi.

Noi siamo l’unica Bibbia che i popoli leggono ancora siamo l’ultimo messaggio di Dio scritto in opere e parole.

Impegno

Oggi cercherò di vivere con verità e trasparenza, cercando il dialogo vero e profondo con le persone che avrò occasione di incontrare.

Commento a cura di Suor Katia Vecchini fdo (Suore Figlie dell’Oratorio)

Il volumetto dal quale è stato tratto il commento è stato curato da don Dino Lanza (cdv@diocesipatti.it) – Centro Diocesano Vocazioni, di Patti (Me).

Qui puoi continuare a leggere altri commenti al Vangelo del giorno.

Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11, 47-54

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.

Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».

Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Parola del Signore

 

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