Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 8 aprile 2026

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Emmaus accade ogni giorno.

Dio entra nelle nostre delusioni, nei nostri fallimenti, nei sogni che sembrano spegnersi e nelle speranze che non reggono alla prova della vita. Non resta fuori ad osservare: cammina con noi, nella polvere delle nostre strade, nel peso dei nostri “non ce l’ho fatta”, nelle ferite che non sappiamo nominare.

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Eppure non lo riconosciamo.

Perché?

Perché la nostra fede nella sua Resurrezione è spesso troppo piccola. Crediamo che Dio possa fare grandi cose, ma non sempre crediamo che possa farle con noi, nelle nostre storie fragili, nelle nostre giornate stanche.

I discepoli di Emmaus parlavano con Lui, camminavano con Lui… e non sapevano che era Lui. Anche noi spesso camminiamo accanto a questo “straniero” che ci chiede il cuore, ci ascolta, ci interpreta la vita, e non ce ne accorgiamo.

Ma c’è un momento in cui tutto cambia:

quando lasciamo che la Parola ci incendi il cuore.

Quando smettiamo di ascoltarla per dovere e cominciamo ad ascoltarla per vivere.

È allora che le nostre strade grigie diventano vie di riconoscimento, ed Egli si rivela nello spezzare il pane della nostra quotidianità.

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La domanda allora è semplice e bruciante:

Come stiamo camminando ogni giorno con questo straniero?

Come lo ascoltiamo?

Gli permettiamo di incendiare il cuore o restiamo ripiegati sui nostri fallimenti?

Emmaus non è un luogo del passato.

È il luogo dove Dio ci sorprende oggi, mentre ci sembrava che tutto fosse finito.

E da lì ci rimette in cammino, più vivi, più veri, più risorti.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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