I discepoli tornano dalla missione, carichi di entusiasmo e di fatica. Gesù non li ignora, non li sfrutta, non li lascia soli: li ascolta. Prima della strategia, prima dei risultati, prima dei numeri… Gesù ascolta. E poi dice una frase che dovrebbe mettere in crisi la nostra pastorale moderna: “Venite in disparte, voi soli, a riposarvi un po’.”
Il riposo è con Lui, non lontano da Lui. Non è fuga, è radice.
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Eppure, mentre si ritirano, la folla preme. È una folla che corre, che inquieta, che cerca. Una folla che – dice il Vangelo – è dispersa e disorientata, come pecore senza pastore.
Oggi non è diverso: la gente corre, cambia parrocchia, cambia spiritualità come si cambia canale TV. Non perché è infedele, ma perché è affamata. Cerca una voce vera.
Il punto bruciante è questo: non abbiamo bisogno di funzionari del sacro, ma di guide vere.
Guide che non hanno paura di stancarsi per il Vangelo, di sporcarsi le mani nella miseria umana, di stare dentro i problemi invece che sopra.
Guide che si consumano nella missione… ma si rigenerano solo con Cristo, non nell’attivismo, non nel protagonismo, non nelle approvazioni.
La Chiesa di oggi non ha una crisi di idee, ma una crisi di pastori.
Ci sono tanti manager spirituali, pochi cuori appassionati.
Tanti tecnici della parola, pochi discepoli che sanno fermarsi ai piedi del Maestro per lasciarsi ricolmare.
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La folla del Vangelo correva perché intuiva una cosa: dove c’è un vero pastore, lì la vita riprende senso.
E noi? Siamo guide che conducono a Cristo o a noi stessi?
Sappiamo fermarci con Lui per non svuotare la missione di anima?
Il mondo non chiede perfetti, ma veri.
E i veri, quelli che sorreggono i cuori smarriti, sono coloro che hanno imparato a riposarsi sul petto di Cristo.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
