Luca ci racconta oggi – secondo giorno di Quaresima – le differenze e l’epilogo finale della vita di Gesù. Sarà la morte. Una morte a beneficio di tutti. Un fallimento dal punto di vista umano. C’è da rimanere atterriti e scoraggiati. Possiamo comprendere i discepoli in quel momento. Ed è allora che Gesù si rivolge a loro dopo il suo annuncio. E fa capire loro che condivideranno la sua stessa fine se lo seguiranno davvero. Questo li porterà alla salvezza eterna, cioè a dare senso alla loro vita. Ma bisogna scegliere di salvare la propria vita. Non è un fatto dettato dal destino.
Io scelgo di salvare la mia vita, cioè di sottrarla al mondo contingente e immanente, dove tutto passa e non rimane nulla. Scegliere la salvezza significa scegliere di rimanere in eterno vivi.
E come si fa a scegliere la via della salvezza? Gesù ci offre il criterio: abbracciare il suo amore crocifiggente. Un amore che ti mette a nudo, ti spoglia della tua vanagloria e super ego, ti fa passare dalla morte alla vita ogni volta che ami come Gesù ha amato e ci ha insegnato. La croce allora sei tu, con la tua vita fatta di luci e ombre, fragilità e potenzialità, errori e successi. La croce non sono mai gli altri. È Gesù, non te, che ti fa morire a tutto ciò che non ti porta a salvarti.
E allora salvare significa tirare fuori da una condizione che ti porterebbe alla morte, così come si fa con un naufrago in mare. Questo tirare fuori è azione dello Spirito del Risorto che abita in noi e ci farà capire che tutto possiamo “perdere” (soldi, affetti, prestigio, successo…) e vogliamo perdere in confronto alla nostra vita eterna, quella vera. Che, badiamo bene, non inizia dopo la nostra morte, ma già qui, ora, nel momento in cui lasciamo perdere tutto.
Il segno? La grande pace del cuore, qualsiasi cosa accada, la ricerca di Dio e il suo desiderio, la disponibilità a rendere il mondo migliore attraverso piccoli o grandi gesti di amore.
La domanda che Gesù pone ai suoi discepoli, oggi è per noi: quale vantaggio hai a vivere per il mondo, soggiogato dalle sue luci effimere, se poi non sai più chi sei, perdi di vista l’essenziale, la tua meta, il tuo vivere in eterno? In definitiva, rovini la tua vita.
La Quaresima è il tempo propizio per riflettere su questa domanda di Gesù.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
