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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 6 luglio 2026

Non è l’impossibile a fermare Dio. È la nostra incredulità.

Nel Vangelo di oggi ci sono due persone che rifiutano di arrendersi all’evidenza: un padre davanti alla morte della figlia e una donna malata da dodici anni. Tutti hanno già emesso la sentenza: è finita. Ma loro no. Continuano a credere.

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Quante volte anche noi dichiariamo morto ciò che Dio considera ancora vivo? Una vocazione, un matrimonio, una comunità, una speranza, un sogno, la nostra stessa fede. Ci convinciamo che non ci sia più nulla da fare e smettiamo perfino di pregare.

Gesù entra proprio lì dove noi abbiamo già chiuso la porta. Tocca una mano senza vita e la ragazza si alza. Si lascia toccare da una donna esclusa e la restituisce alla dignità. Per Dio non esistono situazioni senza speranza: esistono cuori che hanno smesso di credere.

La fede non è pensare che tutto andrà bene. È fidarsi di Cristo anche quando tutto dice il contrario. È continuare a sperare quando la logica si arrende.

Oggi Gesù ti pone una domanda: che cosa hai dichiarato morto nella tua vita? Perché, se glielo consegni, Lui può ancora rialzarlo. La sua misericordia è più forte delle nostre ferite, dei nostri fallimenti e perfino della morte.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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