“Vieni e vedi.”
È la frase che muove tutto. Filippo non discute, non spiega, non fa teologia: si fida. Ha fatto un incontro che lo ha folgorato e immediatamente sente il bisogno di portare qualcun altro. È così anche per noi? Quante volte, invece, abbiamo fatto l’esperienza opposta: incontrare Gesù… e trattenerlo solo per noi, come se fosse un sentimento privato, un bene personale?
Filippo ci provoca: chi stai portando a Gesù?
Chi, oggi, grazie alla tua parola o alla tua vita, può dire: “Vengo a vedere”?
E poi c’è Natanaele.
- Pubblicità -
Un uomo vero, senza maschere. Uno che dice quello che pensa, uno che non si accontenta, uno che cerca Dio sul serio. Ha dubbi, pregiudizi, stanchezze… ma Gesù non lo giudica. Lo vede dentro. Gli legge il cuore.
“Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico.”
Che significa “sotto il fico”?
Nel linguaggio ebraico il fico non è solo un albero. È un simbolo spirituale molto preciso. Indica:
Il luogo della preghiera personale
- Pubblicità -
I rabbini insegnavano la Legge “all’ombra del fico”, e molti ebrei pregavano lì per meditare la Parola.
Dunque “sotto il fico” significa: nel tuo momento di intimità con Dio.
Il luogo dei desideri profondi e delle attese del cuore
Il fico era anche simbolo di pace, di attesa del Messia, di speranza interiore.
Cosa sta dicendo Gesù a Natanaele?
Quando Gesù dice:
“Ti ho visto”,
non si riferisce a uno sguardo fisico. Sta dicendo:
Io ti conosco nel segreto.
Ho visto la tua ricerca sincera di Dio.
Ho visto i tuoi dubbi, le tue domande, la tua stanchezza.
Ti ho visto mentre mi cercavi, prima ancora di sapere il mio nome.
E Natanaele scopre che Dio non teme le nostre domande, non si scandalizza delle nostre fatiche spirituali: le illumina.
Quante volte pensiamo che i nostri dubbi ci allontanino da Dio… invece sono proprio la strada attraverso cui Lui può rivelarsi.
Allora oggi il Vangelo ci stringe da due lati:
Da Filippo: “Chi hai portato a Me questa settimana? Chi hai invitato, almeno con un gesto o un messaggio, a fare un passo verso la luce che tu hai trovato?”
Da Natanaele: “Quali dubbi, quali fatiche, quali domande il Signore ha illuminato in te? E quali continui a tenere nascosti, come se Dio non potesse entrarci?”
Provocazione finale:
Forse il vero miracolo di questo Vangelo non è che Natanaele riconosce Gesù… ma che Gesù riconosce Natanaele. Lo guarda e dice: “Ti conosco. So quello che porti. E proprio lì ti voglio incontrare.”
Chi sta aspettando che tu dica oggi, semplicemente: “Vieni e vedi”?
E quale parte del tuo cuore attende ancora di essere vista da Gesù?
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
