A Natale contempliamo un Dio che entra nella nostra carne, ma il Vangelo di oggi ci porta davanti a una tomba vuota. Sembra un contrasto… e invece è la stessa logica di Dio.
Il Natale è la nascita della Vita; la tomba vuota è la rivelazione che questa Vita non può essere trattenuta da nulla.
Giovanni arriva per primo al sepolcro: vede il vuoto e crede… ma crede che abbiano portato via il corpo. Anche nel discepolo più vicino al cuore di Gesù si insinua il dubbio.
E questo ci consola: la fede non nasce già perfetta nella notte di Natale. Anche chi ha visto la Luce può inciampare nel buio.
Eppure proprio Giovanni, che davanti al sepolcro si è confuso, sarà il primo a riconoscere il Risorto sul lago: “È il Signore!”.
- Pubblicità -
Perché? Perché non è fuggito dal vuoto. Lo ha guardato negli occhi.
A Natale tutti parliamo di luce, gioia, canti e bontà… ma il Bambino nasce proprio nelle nostre stalle interiori, nei vuoti, nei dubbi, nei momenti in cui non sappiamo più cosa pensare.
La tomba vuota ci dice che il Natale non è solo un ricordo dolce, ma una forza che apre ciò che sembrava chiuso per sempre.
Se davvero è Natale, allora anche i miei vuoti sono luoghi dove Dio vuole nascere di nuovo.
Giovanni ha creduto tra dubbi e confusione… e per questo ha visto per primo il Risorto.
- Pubblicità -
A Natale non ci viene chiesto di non dubitare, ma di restare davanti al vuoto finché Dio non lo riempie di Vita.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
