La Passione di Gesù. Cattura, derisione, oltraggio, violenza, solitudine, crocifissione, morte.
Un processo politico ha portato alla fine la vita di Cristo, il Messia di Dio.
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In quell’Uomo, tutta l’umanità che soffre è presente. Ieri come oggi. La Passione continua in tante persone, popoli, nazioni.
Ogni volta che qualcuno ce l’ha con un altro, in ogni derisione e sbeffeggiamento, in ogni violenza, in questo gni crocifissione di giudizio, calunnia, in ogni morte per mano altrui.
In ogni passione ci sono i carnefici e le vittime. Ce ne sono nella società, Chiesa, politica, famiglia.
Ma guai ai carnefici. Perché non c’è vita per loro. Gesù è sempre dalla parte delle vittime. È stato la Vittima della storia.
Eppure la Passione di Gesù che rappresentiamo scenicamente ancora oggi, non ci ha cambiato la vita. Non abbiamo capito che la sua Passione è l’atto supremo di amore per chi lo ha rifiutato, per i detentori del male del mondo. Un Dio che muore gratis per noi. Cose dell’Altro mondo. Non di questo.
Una morte santa e benedetta che si trasforma in Vita eterna.
Venerdì di Passione: giorno di silenzio, digiuno di parole, cibo, azioni. Giorno di riflessione e pentimento. Può essere il giorno della nostra vera conversione. Guardiamo il crocifisso e rimaniamo lì silenziosi e pensanti. È un atto d’amore dovuto. Tutto il resto è folklore.
Sr Palmarita Guida
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A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
