I discepoli sono sulla barca con Gesù, ma il loro cuore è già altrove: hanno dimenticato di comprare il pane, ne hanno uno solo, e si preoccupano. È paradossale: il Pane della vita è con loro, ma loro pensano al pane che manca. Gesù li rimprovera con forza perché non hanno ancora capito nulla della provvidenza del Padre. Hanno visto miracoli, moltiplicazioni, guarigioni… eppure il loro sguardo rimane basso, bloccato sulle ansie quotidiane.
Siamo come loro: attaccati alle nostre piccole preoccupazioni, incapaci di fidarci davvero. Ci agitiamo per ciò che manca, dimenticando Chi è presente.
- Pubblicità -
Gesù oggi ci provoca:
“Perché state a discutere di non avere pane? Non capite ancora?”
È come se dicesse:
“Guardate in alto! Alzate lo sguardo dal vostro poco. Io sono qui. Io provvedo.”
Ma per entrare in questa fiducia occorre un cuore limpido. Gesù aveva appena smascherato l’ipocrisia dei farisei, un modo di vivere la fede fatto di apparenze, calcoli, controlli. Un cuore ipocrita non può fidarsi, perché cerca sempre garanzie umane.
E allora il Vangelo ci mette davanti a una domanda tagliente:
Di chi ci fidiamo davvero? Del nostro pane o del suo amore? Delle nostre sicurezze o della sua provvidenza?
Il Signore ci invita a passare dalle “preoccupazioni” alla “preghiera”, dal “calcolo” alla “confidenza”, dall’“ansia del poco” alla larghezza del suo cuore.
- Pubblicità -
Se Lui è sulla nostra barca, il pane non mancherà mai.
Manca solo una cosa: fidarsi per davvero.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
