La conversione è proprio questo: cambiare abito, rivestirsi dell’amore. Non significa soltanto correggere qualche comportamento, ma lasciarsi trasformare dentro, fino a imparare a desiderare ciò che Dio desidera, ad amare ciò che Lui ama, a scegliere Lui non per paura o abitudine, ma perché abbiamo scoperto quanto siamo amati.
Il re apre la festa a tutti, buoni e cattivi. Nessuno è escluso dall’invito. Ma entrare nella sala non basta: occorre lasciarsi cambiare dall’incontro con lo Sposo.
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E allora chiediamoci: se oggi Dio mi invitasse a stare con Lui senza chiedermi di fare nulla, ma soltanto di amarlo, accetterei? Oppure avrei ancora qualcosa di più importante da fare?
Perché il vero problema non è essere lontani dalla festa. È esserci dentro senza essersi mai innamorati di Colui che ci ha invitati.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade


