
Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
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«Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono». Questa frase sembra una totale follia. Gesù sta praticamente dicendo che quando mi metterete sulla croce, crocifisso e morto, saprete che sono Dio, che sono il vivente!
Sembra una contraddizione totale. Eppure così è accaduto ed è accaduto per molti. A cominciare dal centurione di cui il vangelo di Marco ci testimonia che, vedendo com’è morto Gesù, esclama: «questi era veramente il Figlio di Dio!». E perché mai la morte dovrebbe farci credere al Dio della vita? Perché la vera vita è la vita donata. Gesù non muore spento, muore irradiando, muore obbedendo al Padre e dandosi per quelli che sono stati i suoi uccisori. Non muore, dà la vita.
E questo vangelo, a me, oggi, cosa dice? Dice che potrei essere morto sebbene sia vivo se non vivo per ascoltare, amare e donarmi. Mi rammenta la constatazione di Giovanni che in una lettera scrive: «Noi siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo».
