Avendo sofferto per un bel po’ di tempo di tendinite alle spalle, posso lontanamente capire la gravità di quanto pativa l’uomo con la mano paralizzata.
Ma quella sclerosi è nulla se paragonata con la sclerocardia, il cuore indurito, il cuore paralizzato. E perché era indurito il cuore di quelle persone? Apparentemente, era per una cosa buona! E qui la sottile gravità.
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Le cause buone diventano un pericolo se si dimentica di guardare al volto dell’altro, se non si stende più la mano di aiuto, se il cuore si abitua a essere indifferente dinanzi al richiamo della sofferenza degli altri. Preghiamo per essere guariti nel cuore e nelle mani.
La vera guarigione dalla sclerosi avviene nell’immergersi nella commozione di Dio.

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
