Riflessione al Vangelo del 18 aprile 2010 – Paolo Curtaz

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Terza domenica di PasquaAt 5,27-32.40-41/Ap 5,11-14/ Gv 21,1-19

Pietro

Gesรน รจ risorto. Bene, Viva.

Io no, sono ancora tutto nel sepolcro. Travolto dal dolore, come se lโ€™anima si fosse indurita, senza emozioni, senza desideri, senza sussulti. Come se la resurrezione riguardasse altri, come se non fosse davvero per me.

Ne conosco molte di persone che vivono cosรฌ la Pasqua. Ancora in questi giorni, da questo angolo di Chiesa che รจ il mio portatile, ho ascoltato le pacate sofferenze di chi, travolto dagli eventi, o dal proprio limite, o dal dolore fisico o spirituale, hanno vissuto una Pasqua solo di fede, solo di ostinata volontร , solo di sforzo.

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Travolti, come se la resurrezione, in cui credono, e fermamente, non fosse per loro.

Proprio come รจ accaduto a Pietro.

Il fattaccio

Pietro arriva a quel giorno con un macigno nel cuore.

La sua storia, la conosciamo tutti: Simone il pescatore chiamato a diventare discepolo del falegname di Nazareth, i tre anni di entusiasmante sequela con un crescendo di fama e di popolaritร , la promessa fatta a Simone (a lui!) di essere il referente del gruppo, il custode della fede, le gaffes incredibili di Pietro che non riesce a moderare il suo temperamento troppo impulsivo e sanguigno e, infine, la catastrofe della croce. Pietro, nel cortile del Sinedrio, aveva negato di conoscere lโ€™uomo che credeva di amare e di servire fedelmente, senza incrinature, lโ€™uomo e il Messia per cui โ€“ diceva โ€“ avrebbe dato la vita. Era bastata la domanda di una serva, di una pettegola, per far crollare le fragili certezze del principe degli apostoli.

Poi lโ€™arresto, il processo sommario, lโ€™uccisione. Anche Pietro, come tutti, era fuggito.

Riusciamo solo vagamente a capire quanto dolore, quanta desolazione, quanto strazio aveva scosso la vita degli apostoli.

Pietro, sanguinante per la morte del Maestro e per la propria morte di discepolo, era stato travolto dal suo peccato.

No, grazie

Gesรน era risorto. Ed era apparso agli apostoli: Pietro, insieme a Giovanni, era stato il primo a correre alla tomba, era presente al Cenacolo alla sera di Pasqua, diversamente da Tommaso, Luca accenna anche ad una apparizione privata a Pietro che non lasciรฒ traccia.

Pietro, insomma, era stato il piรน presente alle apparizioni del Risorto.

Ma niente, nulla, deserto, il suo cuore era rimasto duro e arido.

Gesรน era vivo certo, ma non per lui.

Gesรน era risorto e glorioso, vivo, ma lui, Pietro, era rimasto in quel cortile.

Pietro credeva, certo. Ma la sua fede non riusciva a smuovere il suo dolore.

Come succede a molti di noi.

Lโ€™inizio del vangelo di oggi, รจ uno dei piรน tristi momenti del cristianesimo: Pietro torna a pescare. Lโ€™ultima volta che era andato a pescare, tre anni prima, aveva incontrato sulla riva quel perdigiorno che parlava del Regno di Dio. Torna a pescare: fine dellโ€™avventura, della parentesi mistica, si torna alla dura realtร . Gli altri apostoli โ€“ teneri! โ€“ lo accompagnano sperando di risollevare il suo morale.

E invece nulla, pesca infruttuosa: il sordo dolore di Pietro allontana anche i pesci.

Ma Gesรน, come spesso accade, aspettava Pietro alla fine della sua notte.

Camperisti

Il clima รจ pesante. Nessuno fiata. Solo quel rompiscatole si avvicina per attaccare bottone e chiede notizie sulla pesca. Nessuno ha voglia di parlare, sono tutti affaccendati a riordinare le reti, la schiena curva, il capo chino, il cuore asciutto e sanguinante.

ยซRiprendete il largo e gettate le retiยป

Tutti si fermano. Andrea guarda Giovanni che guarda Tommaso che guarda Pietro.

Come scusa? Cosโ€™ha detto? Cosa?

Nessuno fiata, riprendono il largo, gettano le reti dalla parte debole e accade.

รˆ lui.

Amami, Pietro

Il silenzio, ora, รจ gravido.

Gesรน si comporta con naturalezza, scherza, ride, mangia con loro.

Poi tenta il tutto per tutto e prende da parte Pietro.

Lโ€™ultima volta che si erano visti era stato lรฌ, al sinedrio.

ยซMi ami, Simone?ยป

ยซCome faccio ad amarti, Rabbรฌ, come oso ancora dirtelo, come faccio?ยป pensa Pietro.

ยซTi voglio beneยป risponde Simone.

ยซMi ami, Simone?ยป

ยซBasta, basta Signore, lo sai che non sono capace, piantala!ยป pensa Pietro.

ยซTi voglio beneยป risponde Simone.

ยซMi vuoi bene, Simone?ยป

Pietro tace, ora. รˆ scosso, ancora una volta. รˆ Gesรน che abbassa il tiro, รจ lui che si adegua alle nostre esigenze. Pietro ha un groppo in gola. A Gesรน non importa nulla della fragilitร  di Pietro, nรฉ del suo tradimento, non gli importa se non รจ allโ€™altezza, non gli importa se non sarร  capace. Chiede a Pietro solo di amarlo come riesce.

ยซCosa vuoi che ti dica, Maestro? Tu sai tutto, tu mi conosci, sai quanto ti voglio beneยป

Sorride, ora, il Signore.

Sorride. Pietro รจ pronto: saprร  aiutare i fratelli poveri ora che ha accettato la sua povertร , sarร  un buon Papa.

Sorride, ora, il Signore e gli dice:

ยซSeguimiยป.

Paolo Curtaz

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