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Piotr Zygulski e Luigi Santopaolo- Commento al Vangelo del 15 novembre 2025

La parabola della vedova insistente nei confronti del giudice disonesto è incorniciata dal commento iniziale dell’evangelista Luca sulla necessità di pregare sempre e finale, con la domanda di Gesù: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Evitando di banalizzare con inutili esortazioni moralistiche, domandiamoci piuttosto quanto la preghiera – e l’insistenza sulla preghiera – sia legata alla fede. Quanta fede c’è nella nostra preghiera? Fede in cosa, in chi? Insomma: che volto ha l’interlocutore della nostra preghiera, che inevitabilmente poi si riflette sulla nostra costanza o incostanza? Di certo non abbiamo di fronte un disonesto, e probabilmente nemmeno un giudice così come umanamente è inteso.

A maggior ragione, se siamo figlie e figli di un Dio che ama far giustizia senza lasciarsi troppo pregare, allora perché pregare, o ancor peggio continuare a insistere con preghiere di richieste con lo scopo di prenderlo per sfinimento? Non potrebbe paradossalmente questo tipo di preghiera essere considerato segno di mancanza di fiducia della Provvidenza?

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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