Il Vangelo della Solennità di Pentecoste sottolinea due missioni del Paraclito, l’Aiuto che Gesù promette perché sia con noi, presso di noi, tra noi e in mezzo a noi. La prima è che insegna, “fa imparare”: sostiene il processo di comprensione e apprendimento, aiutando a interiorizzare la Parola. La seconda è che ricorda, “fa rammentare”: sostiene il processo di riscoperta della Parola, aiutandoci a farla riaffiorare alla mente.
Gli psicologi spiegano che i processi della memoria umana vanno dall’acquisizione al recupero delle informazioni, passando per la fase del loro immagazzinamento. Ci può sembrare curioso che lo Spirito Santo abbia qualcosa a che fare con questo. Eppure le scienze umane avvisano: nulla si fissa davvero nella memoria a lungo termine se non ci tocca. Occorre un’attivazione affettiva, un coinvolgimento personale.
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È proprio qui che lo Spirito entra in gioco: scalda la nostra esistenza, perché la Parola non resti gelidamente astratta, ma diventi esperienza viva e vitale. Accolta dal calore di un cuore pulsante, la Parola potrà così essere condivisa con tutto noi stessi, fino a raggiungere il cuore degli altri, accendendo sogni e desideri di rinnovamento.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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