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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 4 Settembre 2025

Commento al brano del Vangelo di: Lc 5,1-11

Data:

La vocazione di Simon Pietro, e degli apostoli più intimi a Gesù, non poggia sul nulla, né su sé stesso. Pietro aveva già visto la propria suocera guarita dalla potenza del Maestro. Così, per quanto assurda gli possa sembrare la sua richiesta, accetta di tornare a pescare di giorno, dopo una notte infruttuosa.

Stava già lavando le reti, intatte perché non avevano preso nulla di nulla. Benché vada contro tutta la sua conoscenza ed esperienza, Pietro ha degli elementi che lo portano a confidare nella Parola efficace che ha iniziato a predicare proprio dalla sua barca. Certamente è un rischio, ma calcolato.

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È un’obbedienza, ma non cieca, bensì a ragion veduta. La fiducia è meritata. Con questa garanzia Pietro trova allora il coraggio per pescare, e in abbondanza. Anche se un po’ lo spaventa: si sente peccatore, ma non tanto per il male commesso, quanto perché percepisce la distanza tra la sua impotenza umana e la potenza della Parola sulla quale ha basato la sua scelta.

La stessa Parola gli assicura che i prossimi che pescherà saranno uomini vivi: li aiuterà a uscire dalle cattive acque in cui annaspano rischiando di affogare, perché possano respirare – vivi – nella libertà.

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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