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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 24 Marzo 2025

Un profeta non nasconde le contraddizioni della storia, ma vi accende i riflettori. Un profeta non si occupa di tutto, ma di quel frammento marginale che ci permette di affrontare ogni cosa in modo nuovo.

Un profeta non risolve i problemi, ma mostra come possono essere risolti. L’agire del profeta è storico e simbolico al tempo stesso: conosce bene il contesto in cui è collocato e proprio in esso apre un varco in cui la pienezza può fare irruzione, anticipando e rendendo presente l’inesauribile profondità del tutto.

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E questa verità è scomoda, per chi pensa che l’universo si esaurisca attorno al proprio ombelico. Il profeta indica, va e agisce oltre. Non prevede i tempi, ma li precorre, per far gustare in questo presente, assetato di speranza, qualche goccia di buon futuro.

Il profeta si lascia scuotere e a sua volta scuote, sfida le sicurezze e le convenzioni consolidate, costringendo a confrontarsi con una realtà più grande di quanto pensassimo. La sua presenza destabilizza le certezze del mondo, perché porta con sé una visione radicalmente diversa, che non si adatta facilmente alle strutture di potere e alle aspettative dell’ordine esistente.

Nel profeta in azione, il Regno non è mai stato così tangibilmente vicino, quanto così frontalmente osteggiato.

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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