Alla vista di Gesù, pieno di Spirito Santo, lo spirito impuro sa l’unica cosa che può fare: tacere e andarsene. Non c’è lotta, non c’è storia, non c’è nulla in comune tra i due.
Lo spirito impuro, servendosi del corpo dell’uomo che tormentava, a nome di tutte le potenze del male riconosce in Gesù il Santo di Dio – annunciato a Maria – e ammette la propria sconfitta. Non c’è più niente da fare. Ammutolisce di fronte a quel Lógos (Parola, ma anche discorso, senso, ragionamento) dotato di exousía (autorità, sfera di influenza, potere) e dynamis (forza, capacità, potenza).
- Pubblicità -
Lo spirito immondo ne è invece privo: è inefficace e non ha più alcun controllo. Tace e se ne va, scaraventando al centro della sinagoga colui che aveva tormentato. Quell’uomo, a lungo emarginato dal sistema religioso a causa della sua impura possessione, si ritrova così gettato nel mezzo. A lungo schiavo, ora è liberato, libero e a sua volta potenzialmente liberatore. Il tutto avviene nella sinagoga di Cafarnao, purificata dalla Parola di Gesù, autorevole ed efficace perché consacrata dallo Spirito di Dio.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
Canale Telegram
