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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 2 Marzo 2025

«Nel corpo del figlio di Adamo vi è un pezzo di carne: se esso è sano, tutto il corpo è sano; se invece è corrotto, tutto il corpo si corrompe. Questo pezzo di carne è certamente il cuore». Questa tradizione attribuita al Profeta Muhammad ci aiuta a leggere il vangelo di oggi anche da una prospettiva islamica. 

Il cuore, sede dell’interiorità, è decisivo, e ha più strati. Quello superficiale è il petto (ṣadr), dove si annidano malattie, anche spirituali, come l’orgoglio, l’arroganza, l’essere letteralmente impettiti. 

Vi è poi il cuore vero e proprio (qalb), «dove ha origine la luce della fede, la luce della sottomissione, della pietà dell’amore, della soddisfazione, della certezza, del timore, della speranza, della pazienza e della temperanza» (al-Tirmidhi). Se è vero che «le azioni valgono per le loro intenzioni» come dice un altro hadith, l’integrità della lampada del cuore si valuta dalla luce che promana. 

Si giunge dunque, all’interno del cuore che conosce (qalb) ma facile a capovolgersi (taqallub), al cuore interiore (fu’ad), che è come lo stoppino della lampada, sede delle intuizioni, della visione, e innanzitutto del beneficio (fa’ida) dell’amore divino. 

Infine, la luce stessa che si accende nello stoppino, la stazione del cuore più incontaminata: è l’intelletto (lubb), «luogo della luce dell’unificazione e anche della luce della singolarità divina, la luce più perfetta e la potenza più sublime)». 

La purezza interiore è indispensabile per la rettitudine esteriore. Da un cuore sporco viene solo sporcizia, per quanto celata in vario modo. In piena sintonia, Vangelo e Corano ci dicono che non sono né il corpo né i suoi sensi a essere peccaminosi, ma le loro intenzioni: come essi sono più profondamente orientati. Il santo mese di Ramadan e la Quaresima siano occasione di una pulizia del cuore, perché occhi e bocca diffondano maggiore lucentezza. 

«Non hanno cuori per capire e orecchi per sentire? Ché in verità non sono gli occhi ad essere ciechi, ma sono ciechi i cuori nei loro petti» (Corano 22:46) 

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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