Il teologo musulmano al-Ghazali nel suo libro sui 99 nomi di Dio osservava che spiegare l’essenza divina sarebbe come descrivere un orgasmo a un bambino. Lo si può fare in modo imperfetto per analogie, a partire da cose piacevoli, oppure – e questo è la via autentica per la conoscenza – attendere pazientemente che cresca fino a quando non avrà sperimentato il desiderio, il coinvolgimento e il piacere del rapporto in prima persona. Mi sia concesso dire lo stesso della vita trinitaria: se non se ne prende parte, la si può solamente descrivere per analogie imperfette.
Mi soffermo solamente sulla pedagogia del vangelo di oggi. Proprio ai nostri tempi, quando il tutto e subito viene rivendicato come un diritto assoluto, l’invito è a coltivare la pazienza. La quale non è certamente rassegnazione, non si fraintenda la cosa. La passione della pazienza è animata dalla fiduciosa speranza che saremo guidati verso – e nella – verità tutta intera grazie allo Spirito, l’eterna novità in Dio. Ce lo assicura il Figlio. Non tutti sono già svezzati; insieme, e poco alla volta, questo peso sarà meno gravoso. Ma ci torneremo, con tutte le creature, al Padre, alla fonte dell’Amore, introdotti dall’Amore stesso con lo sguardo desiderato dell’Amato prediletto.
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Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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