Voi sapete
Voi sapete.
ร irriconoscibile, Pietro. Non รจ piรน il pavido discepolo che ha negato di conoscere il Maestro davanti alle serve del sommo sacerdote. Non piรน lโarrogante e spaccone apostolo che riesce sempre a dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato, suscitando grande imbarazzo. Non รจ piรน spaventato, nascosto con gli altri dentro alla sala al piano superiore, quella della cena, come se tutti si aggrappassero a quellโultimo brandello di felicitร .
Voi sapete.
Lo Spirito promesso รจ arrivato. Lo ha colmato. Lo ha incendiato, scosso, smosso, spinto ad uscire. E ora parla davanti alle persone da cui fuggiva. Insieme a loro ripercorre quegli ultimi mesi, quelle ultime settimane. E annuncia: quel Gesรน che avete crocefisso, Dio lo ha resuscitato.
Possiamo allontanare Gesรน dalla nostra vita, spegnerne la memoria e la presenza, metterlo ai margini, finanche chiuderlo devotamente in qualche tabernacolo. Poi arriva Dio e lo resuscita. Perchรฉ Gesรน รจ vivo, รจ qui, ora.
Voi sapete.
Sรฌ: sappiamo. So.
Cadaveriย
Maria di Migdal si reca al sepolcro che รจ ancora buio.
La cittร non si รจ ancora svegliata. E lei non vuole incontrare nessuno.
Giovanni, diversamente dai sinottici, non ci parla di altre donne presenti, nรฉ dellโintenzione di pulire il cadavere del Maestro, sepolto in fretta e furia.
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Corre, ora, Maria, va da Pietro.
Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove lโhanno posto!
Anche per noi รจ cosรฌ: fatichiamo a trovare il Signore, ad avere speranza, a guardare oltre questo tempo di violenza e di guerra, di rabbia ee di vittimismo.
Dove sei, Signore? Dove? Forse anche noi stiamo ancora cercando un crocefisso.
ร tempo di cambiare. Tempo di accelerare il nostro passo. Di correre.
Corse
Corrono anche loro, ora.
Corrono mentre il sole accarezza le bianche pietre di Gerusalemme.
Calpestano i vicoli che cominciano a rianimarsi dopo la grande festa di Pesah.
La paura che li ha spinti a nascondersi come dei topi si รจ liquefatta.
Lo stupore per quella notizia inattesa li ha spinti a correre. E ancora corrono finchรฉ escono dalla porta della cittร che conduce verso Giaffa. Alla loro destra, lugubre, il calvario con i segni del sangue rappreso dei crocefissi. Atroce vendemmia dellโodio e della violenza.
Arrivano al sepolcro scavato nella roccia, ultimo prezioso dono fatto da Giuseppe di Arimatea.
La pesante pietra che ne bloccava lโaccesso, per impedire agli animali selvatici di fare scempio dei cadaveri, รจ ribaltata.
Si fermano, ora, i due discepoli.
Riprendono fiato.
Guardano senza entrare.
ร risorto!
Non รจ statica la fede, non impaludata, non inchiodata. ร una corsa a perdifiato per andare a verificare. Anche ora, proprio ora che tutto sembra piรน faticoso e difficile.
Per misurare la veritร delle parole che altri testimoni ci hanno comunicato.
Una donna, in questo caso. Maria di Migdal, lโapostola degli apostoli.
Quando qualcuno ci racconta di avere incontrato un Dio che gli ha ribaltato la vita si corre.
Eccome se si corre. Lโamore mette le ali e fa volare.
Lasciando alle nostre spalle tutte le paure e le incongruenze, i limiti e i peccati.
Ancora non sanno. Ancora non immaginano.
ร solo la notizia di unโassenza. Spiegabile in mille, ragionevolissimi modi.
Un furto da parte del Sinedrio. Un furto da parte degli avversari. O qualche discepolo esaltato.
Spiegazioni plausibili. Tutte. Meno una.
La piรน assurda: Gesรน รจ risorto, come aveva detto.
Non rianimato, risorto. Non come Lazzaro, ma in una nuova dimensione a noi totalmente sconosciuta. ร vivo.
Nessun segno
Corrono, e prima arriva il discepolo che Gesรน ama, tradizionalmente indentificato con lโevangelista Giovanni. ร piรน giovane, certo, ma รจ anche un modo delicato per dire che lโamore corre e arriva sempre prima. Che lโamore si fida e crede.
Prima di Pietro, dellโautoritร , della Chiesa, del ministero, dellโistituzione.
Cโรจ sempre questo duplice aspetto nella vita di fede: intuizione e istituzione, carisma e magistero, Giovanni e Pietro. Ma รจ lโamore che precede.
Nessuno si converte al risorto sul ragionamento o grazie al buonsenso.
ร anarchico lโamore, creativo, intuisce, arriva subito alla conclusione. Corre.
Ma, รจ questo รจ bellissimo, Giovanni si ferma e lascia passare Pietro.
Lo rispetta. Sa che entrambe le dimensioni sono essenziali.
Il carisma brucia, lโesperienza pondera.
Lโamore รจ folle, la prudenza lo incarna.
Segni
Piccoli segni. Il lenzuolo, le bende, il sudario.
Alcuni azzardano una descrizione anomala, come se il lenzuolo si fosse svuotato. Possibile.
Ma sono segni poveri quelli che indicano la veritร della resurrezione.
Nessun segno eclatante, porte ribaltate, esplosioni atomiche, luci abbaglianti.
Niente.
Perchรฉ la resurrezione รจ cosรฌ: spinge a credere. Ma senza obbligare.
Anche noi, se vogliamo, possiamo imitare Giovanni.
Vedere e credere.
Non vedere il risorto, ma i segni della sua assenza.
Nascosta
La nostra vita รจ nascosta in Cristo, dice magnificamente san Paolo. Perchรฉ quella resurrezione ci ga contagiato, ci ha illuminato, ci ha colmato. E cerchiamo le cose del cielo, le cose di Dio, per cambiare quelle sulla terra. Vivendo da risorti perchรฉ risorti con Cristo.
Cosรฌ inizia il nostro cammino di Pasqua. Cosรฌ, nonostante la paura che attanaglia le nostre vite, lo facciamo fiorire, diventa il luogo dellโinnamoramento, non del vagare.
Cinquanta giorni, dieci in piรน della quaresima!, per convertirci alla gioia.
Per passare dalla visione crocefissa della fede ad una luminosa e gioiosa.
Da una fede dolente e spenta, rassegnata e claudicante, ad una forte e piena di gioia.
Non รจ evidente e se ne accorgeranno i discepoli.
Ma questa รจ unโaltra storia.
Io ci sono e sono con voi. Ogni giorno alle 20 (Alle 21 la domenica) sui miei canali Facebook e Youtube non mancate la piccola lectio #FTC per far crescere la fede e la speranza.
Lโevangelizzazione continua con i webinar ogni alle 21: In principio, Commento a Gn 1 e 2 (3 incontri in diretta o differita). A seguire 5 incontri sul Credo. Li puoi acquistare su passaparola.org.
